“Non solo un’eredità, ma il nostro avvenire”. Tornano Les Journées de la Francophonie en Vallée d’Aoste

È questo l’obiettivo dell’iniziativa nata per celebrare la lingua francese e la francofonia, con un programma che dal 27 febbraio all’11 aprile si snoderà tra letteratura, incontri, dibattiti, atelier, teatro, musica, cinema, visite guidate e mostre.
Les Journées de la Francophonie
Cultura

Una serie di “iniziative culturali, pedagogiche e teatrali e che permettono ai giovani e non solo di vivere il come dovrebbe essere vissuto, ovvero come una lingua condivisa”.

È questo l’obiettivo de Les Journées de la Francophonie en Vallée d’Aoste, l’iniziativa nata per celebrare la lingua francese – e le sue diversità intrinseche, da paese a paese e da cultura a cultura – con un programma che dal 27 febbraio all’11 aprile si snoderà tra letteratura, incontri, dibattiti, atelier, teatro, musica, cinema, visite guidate e mostre.

“Siamo molto felici di questo calendario – ha spiegato Alessia Favre, dirigente regionale dell’Assessorato ai Beni culturali –. Questo programma nasce come un lavoro di squadra, pensato dalla Regione e dal Consiglio Valle e realizzato con l’aiuto dei partner che tutto l’anno, sul territorio, si occupano di diffusione e valorizzazione lingua francese e della francofonia. È un programma molto vario pensato sia per il pubblico, sia per le scuole, in cui si parla di cultura e do educazione”.

Soddisfatta anche l’Amministrazione regionale, stando alle parole dell’assessore Erik Lavevaz, che contengono anche una “dichiarazione d’intenti”: “Il ventaglio di proposte nel programma è molto importante, in un momento in cui si può riaffermare con convinzione che la francofonia non è solo un’eredità ma parla del nostro avvenire. Il francese non è una lingua straniera, è al centro della nostra storia, alla base della nostra autonomia e della nostra apertura europea”.

O meglio: “Il messaggio è semplice – ha aggiunto Lavevaz –, la francofonia deve essere vissuta, naturale e condivisa. Ed il lavoro da fare è importante. E spero che non sia solo per le istituzioni ma che appartenga davvero alla comunità valdostana, perché oggi parliamo di molto più di un programma di eventi”.

Parole che si specchiano in quelle del presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi: “Questo lavoro congiunto dimostra che il francese è vivo nella nostra comunità – ha detto –. Il Consiglio regionale supporta, in particolare, tre iniziative concentrate sui giovani. La lingua francese e lo spazio francofono sono delle opportunità, anche di apertura al dialogo. Come Consiglio vorremmo, e penso il prossimo anno lo faremo, rilanciare questo ruolo e dimostrare che la lingua francese è viva e porta con sé grandi opportunità”.

Di suo, il presidente della Regione Renzo Testolin, punta su un discorso più generale, che parte dalle Journées e si muove più in là: “Si può dire che il vento della lingua francese sta cambiando – ha spiegato –. C’è nuovo entusiasmo su una tematica che ci tocca tutti i giorni ed un elemento che torna anche nelle scelte politiche con l’attenzione al francese e alla nostra lingua in generale. E avere inserito nell’Assessorato di riferimento, con Lavevaz, l’aspetto delle politiche identitarie, vuol dire rivolgersi anche al francese oltre alla nostra cultura, al nostro territorio, al patois e ad altre lingue presenti in Valle. Ma, soprattutto, ad un bilinguismo da seguire e valorizzare”.

Il programma

Les Journées de la Francophonie
Presentazione de Les Journées de la Francophonie

Il programma delle Journées è vasto. Tra gli eventi di punta, spicca un ospite di rilevo internazionale. Domenica 11 aprile alle 11, all’Università della Valle d’Aosta, è prevista infatti la conferenza La restauration de Notre-Dame de Paris in cui si racconterà il lavoro fatto sulla grande cattedrale gotica dopo il devastante incendio del 15 aprile 2019.

Ospite d’eccezione sarà Philippe Villeneuve, architetto capo di Notre-Dame dal 2013 e con un ruolo centrale durante le operazioni di messa in sicurezza, expertise e ricostruzione.

In particolare, Villeneuve ha preso parte ad alcune scelte determinanti del cantiere come la conservazione massima delle parti storiche tra le quali la ricostruzione, identica, della guglia di Viollet-le-Duc – che restaurò, non senza polemiche, la cattedrale nell’800; il ripristino della struttura lignea secondo le tecniche tradizionali ed il coordinamento delle imprese specializzate e delle maestranze d’arte mobilitate per l’intervento.

Qui il link al programma completo delle Journées de la Francophonie en Vallée d’Aoste per il pubblico e per le scuole.

L’inziativa è realizzata dalla Regione Valle d’Aosta ed il Consiglio regionale, assieme all’Università della Valle d’Aosta, l’Alliance française, l’associazione Amis du cimitière du bourg, il Centre d’études Les ancien remèdes de Jovençan, il Centro studi storico letterari Natalino Sapegno, il Conseil des jeunes valdôtains, il Comité des traditions valdôtaines, la Fondation Chanoux, al Fondazione Intercultura onlus, la Fondation Grand Paradis, il Forte di Bard, l’Istituto storico della Resistenza, l’Ordine degli architetti, l’Ordine dei giornalisti, il Réseau international Chaires Senghor francophonie, il Sistema bibliotecario, la Saison culturelle, l’Università della terza età e l’Upf.

La presentazione delle Journées de la Francophonie en Vallée d’Aoste 2026
La presentazione delle Journées de la Francophonie en Vallée d’Aoste 2026

9 risposte

  1. Houston, abbiamo un problema! Pardon, AostaSera abbiamo un problema!
    Ho visto il mio scritto apparire nel luogo apposito con sopra l’info dell’attesa di moderazione.
    Poi però nessuna notifica all’estensore dell’articolo e mio scritto evaporato = AostaSera, abbiamo un problema!
    Tecnico, non legato nè a mie ipotetiche manicomiali finzioni o alla prassi tutta valdostana del trattare in modo diverso quanto è ok oppure ko per le finzioni di cui si nutre un noto partito con la genuflessione di tutti i suoi servitori e aspiranti tali.
    Dopo questo qui pro quo, posso riscrivere il mio intervento evaporato?

    1. Lasciamo stare le genuflessioni e le Sue considerazioni su servitori, aspiranti tali e prassi presunte. Passiamo oltre a queste illazioni, peraltro gratuite. Scriva ciò che deve e che vuole. Come sempre, del resto.
      Saluti di nuovo. E facciamo che chiuderla qui.
      LV

  2. Per Luca Ventrice.
    Sono stupefatto.
    La creazione del gruppo delle autonomie alla Camera dak 2027 è un argomento diverso dalle giornate della Francofonia. Sul primo argomento ho scritto un commento e questo fu pubblicato.
    Ho poi scritto stamane un commento sulla francofonia imbucandolo esattamente qui, fu trasferito e apparve con la scritta che andava ancora approvato.
    Ora mi si dice che esiste un mio commento sul gruppo alla Camera ma non è questo il tema, bensì il commento inserito qui sulle giornate francofone e poi sparito.
    Non è questione da cui dipendono le sorti del mondo, ma Luca Ventrice non ha compreso. E allora?

    1. Ricominciamo: il Suo commento non figura né tra i cestinati, né nello spam. Ho cercato anche col Suo nome, e l’ultimo è quello sull’articolo di Manes.

      Facciamo così, almeno cerco di essere chiaro: nessuno ha censurato il Suo commento. Perché mai, peraltro? Lei ha espresso un’opinione sua, come ne pubblica diverse in altri casi. Punto. Io non ho compreso, legittimo. Non sono certo all’altezza, probabilmente. Però mi domando: perché non chiedere informazioni invece di lasciare intendere censure o adombrare altro ancora? E lo chiedo a Lei, Borluzzi, anche perché ovviamente non ci arrivo.

      Altrimenti, come interpretare il Suo “ciascuno deduca”? Perché a me il significato p fin troppo chiaro. Ma, si sa, io “non ho compreso”. Davvero pensa che mi metta a censurare per chissà quale motivo – al quale in realtà allude, ma non lo dice apertamente – il Suo commento in tema francofonia? Non la convincerò altrimenti, guardi. Faccia Lei, come ha fatto finora, del resto.

      Tante cose,
      LV

    2. Peraltro, agli articoli in firma arriva una mail al momento del commento e una al momento della nostra approvazione. Io non ne ho alcuna. Poi, a pensare male a volte ci si azzecca. Ma non è questo il caso.

      Saluti, di nuovo.
      LV

  3. Avevo scritto un commento rispecchiante la verità sul francese in questa regione, è apparso brevemente in questo spazio ma poi è sparito.
    Ciascuno deduca.

  4. Si en vallée d’Aoste on est (aussi) francophone, pourquoi pas un journal/média francophone?

  5. Très bien… mais l’article en Français non? vu qu’on parle de Francophonie… “Aostasera” pourrait rédiger des articles en langue française sur les thématiques historiques et culturelles qui concernent la Vallée d’Aoste!

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