“Per Aosta Classica il 2008 doveva essere l’anno della svolta. E così è stato”. Non nasconde la propria soddisfazione l’assessore alla cultura del capoluogo Guido Cossard commentando i numeri di questa dodicesima edizione dell’evento principale dell’estate aostana.
Con 7.400 biglietti staccati, contro i 1.700 degli anni precedenti, la media è stata quadruplicata, generando un incasso di poco meno di 200mila euro. “Volevamo intercettare una clientela non solo valdostana – ha sottolineato Francesco Battisti, titolare dell’Agenzia “Opere Buffe” e organizzatore della rassegna – e i rapporti commerciali con Ticket one, Viva ticket, Fnac e Carrefour hanno dimostrato che è possibile entrare nei circuiti dei festival europei più importanti”. Sono state, infatti, circa 2000 le persone che hanno comperato il biglietto fuori Valle, nei punti vendita e su internet. E fuori dall’Italia sono in testa Francia, Svizzera, Germania, Spagna, Croazia e Regno Unito.
Dal punto di vista degli ingressi, a fare la parte del leone sono stati i concerti di Bob Dylan, ovviamente, e quelli di Goran Bregovic, di Mick Hucknall e di Herbie Hancock per i quali si è registrato il tutto esaurito. Aosta Classica, comunque, non ha perso la propria vocazione originaria, quella della diffusione e della didattica musicale: i concerti degli studenti dell’Istituto musicale hanno riscosso comunque un grande successo e la piena soddisfazione da parte dei musicisti.
Questa edizione del festival, che è costata complessivamente 600mila euro, è stata finanziata dal Comune di Aosta e dalla Fondazione Crt (che insieme hanno sborsato 240mila euro) dalla Regione (che impegnato 160mila euro) e dagli incassi al botteghino per la parte restante.