Registi valdostani chiedono alla Regione di sostenere il settore

Incontro venerdì scorso fra il Direttivo dell'Associazione Professionisti dell'Audiovisivo Valle d'Aosta (APA Vd'A), la Film Commission Vallée d'Aoste e gli assessorati regionali alla Cultura, al Turismo e alle Attività Produttive.
Il vecchio e il nuovo proiettore del Cinema De la Ville
Cultura

I tagli al settore ma non solo sono stati al centro di un incontro fra il Direttivo dell’Associazione Professionisti dell’Audiovisivo Valle d’Aosta (APA Vd’A), la Film Commission Vallée d’Aoste e gli assessorati regionali alla Cultura, al Turismo e alle Attività Produttive.

"Pur comprendendo il periodo generale di crisi della nostra regione e del nostro paese e il momento di sofferenza finanziaria che la Pubblica amministrazione sta attraversando – si legge in una nota –  l’associazione ha proposto di verificare tutte le possibilità che provengono dalla Comunità europea per superare positivamente le difficoltà che stanno portando a un sempre maggiore taglio degli strumenti di sviluppo del settore dell’audiovisivo".

Presenti all’appuntamento l’assessore all’Istruzione e Cultura, Joël Farcoz, l’assessore al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti, Aurelio Marguerettaz, l’assessore alle Attività Produttive, Energia e Politiche del Lavoro, Pierluigi Marquis e il direttore della Film Commission, Alessandra Miletto.

"L’incontro  – continua la nota – ha avuto l’obiettivo di instaurare un dialogo con la P.A. al fine trovare strategie comuni in un clima di collaborazione e di scambio di esperienze tra l’associazione e i decisori politici. Gli assessori si sono impegnati a portare una riflessione sulle politiche regionali di sviluppo e sostegno al settore partendo dalle suggestioni ricevute e a ricercare nuovi metodi di finanziamento con particolare riferimento ai fondi europei."

Per quest’anno è intenzione dell’associazione attivare  una serie di iniziative di promozione del settore e dei professionisti per rendere sempre più forte e visibile il cinema e l’audiovisivo in Valle d’Aosta. Questo per supportare la sua vivacità (dimostrata dai riconoscimenti internazionali delle opere valdostane), evidenziando però al contempo la necessità di risorse specifiche per il comparto.

 

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