Tra gli inconfondibili manifesti gialli che ricoprono le pareti della sede della compagnia di teatro popolare, un telo bianco e un proiettore accolgono i presenti con un breve video: accompagnate dalla sigla dello storico spettacolo scorrono alcune delle immagini recuperate e digitalizzate nell’ambito dell’iniziativa. Si apre così la presentazione del progetto “Lo Charaban en mémoire – Archives Photo & Vidéo”, dedicato alla digitalizzazione e al restauro dell’archivio audiovisivo storico della compagnia di teatro popolare in patois, illustrato oggi, lunedì 16 marzo 2026.
Settant’anni di materiale recuperati e digitalizzati
Il progetto è stato realizzato grazie al contributo di Bernard Usel, che ha curato la digitalizzazione e il restauro dell’intero archivio fotografico, e dello studio Photopoint di Sandro Deorsola, che ha convertito in formato digitale le registrazioni degli spettacoli su VHS realizzate tra il 1984 e il 2000. «È stato fatto un grande lavoro di archiviazione e digitalizzazione di circa settant’anni di materiale della compagnia», spiega Michel Celesia, attore dello Charaban dal 2007 e direttore dal 2022. Un lavoro importante per conservare questo patrimonio ed evitare che, con il passare del tempo e l’evoluzione delle tecnologie, questi materiali non siano più fruibili.

Dal sito informativo all’archivio digitale
Il sito dello Charaban esiste già da alcuni anni, ma finora è stato utilizzato soprattutto come strumento informativo e promozionale. Con il nuovo progetto si trasforma invece in un vero e proprio archivio digitale dedicato alla storia della compagnia.
A illustrarne le principali funzioni è stato Jean Paul Lustrissy, che ha curato la realizzazione tecnica della piattaforma. Il portale si arricchisce infatti di nuove sezioni che raccolgono video, fotografie, documenti e locandine, rendendoli accessibili non solo al pubblico abituale dello spettacolo, ma anche a chi, per interesse culturale o di ricerca, vuole approfondire la storia del teatro popolare valdostano. L’obiettivo è quello di ricostruire progressivamente tutta la storia dello Charaban, dalle origini fino a oggi. «È un progetto che completeremo nei prossimi mesi e che ha lo scopo di rendere disponibili tutte le informazioni e gli spettacoli», spiega Lustrissy.
La sezione dedicata all’archivio è organizzata in due parti principali: spettacoli e pièce. La prima propone un elenco delle edizioni dello spettacolo. Da qui è possibile consultare le singole edizioni con l’elenco delle pièce rappresentate, ma anche gli intervalli musicali e gli intermezzi “Fièn la conta”, ormai diventati uno dei momenti più apprezzati dal pubblico. Negli intermezzi, ambientati su una panchina, gli attori Michel Celesia e Manuel Baravex affrontano con ironia e satira temi di attualità locale.
La sezione dedicata alle pièce, invece, permette di esplorare singolarmente le pièce, accompagnate da una scheda con informazioni sulla trama, sugli attori e da una galleria fotografica. Particolarmente interessante il lavoro di tematizzazione realizzato sull’archivio: sarà infatti possibile cercare e filtrare le pièce anche per temi trattati. «Lo Charaban riprende sempre temi di attualità», ricorda Lustrissy, spiegando come questo lavoro permetta di leggere lo spettacolo anche come uno spaccato dell’evoluzione della società.

Un sito in tre lingue
Il portale è stato progettato per essere accessibile a un pubblico ampio e per questo motivo raccoglie contenuti in tre lingue: francese, italiano e patois. Il francese rimane la lingua principale del sito, mentre la possibilità di tradurre le pagine in italiano consente una maggiore diffusione dei contenuti. Il titolo delle pièce è in patois, ma affiancato a una traduzione in francese o in italiano per permettere anche a chi non parla questa lingua di comprenderne il significato.
«C’è anche uno sforzo di comunicazione» rimarca Lustrissy nel corso della presentazione, «perché lo Charaban può interessare anche chi non parla patois e probabilmente nel pubblico ci sono anche molte persone che non lo parlano».
I video sono riproducibili tramite la piattaforma RaiPlay, dove al momento sono disponibili solo alcune registrazioni. La Rai, titolare dei diritti sulle registrazioni degli spettacoli, sta procedendo con il caricamento del proprio archivio sulla piattaforma, spiega Celesia, un lavoro che avanza lentamente nonostante le sollecitazioni della compagnia.
Nuove generazioni e accessibilità: come la cultura si rinnova
In rappresentanza del Consiglio Valle, che ha sostenuto l’iniziativa con un contributo di circa 8.000 euro, pari all’80% della spesa, Laurent Viérin è intervenuto sottolineando il valore culturale dell’iniziativa e come la stessa permetta di avvicinare le generazioni future al teatro popolare, oltre a essere un esempio di come garantire maggiore accessibilità alla cultura. «Se il patois esiste ancora oggi è anche grazie a iniziative culturali come questa», ha affermato, ricordando come lo Charaban rappresenti da decenni un luogo di conservazione e trasmissione della lingua e della cultura valdostana.
Un invito a visitare il sito, che sarà costantemente aggiornato con nuovi materiali, per proseguire nell’iniziativa e garantire che la memoria dello Charaban non vada persa. “Rinnovarsi nella tradizione” è l’affermazione con cui Michel Celesia conclude, sintetizzando lo spirito che ha guidato l’intera realizzazione dell’ambizioso progetto.
di Alessia Menegolo
