Rinnovata la convenzione tra l’UniVdA e l’Université de Savoie

La laurea in "Lingue e comunicazione per l'impresa e il turismo - Langues étrangères appliquées" è stata conseguita da 165 studenti (112 italiani e 35 francesi), a cui vanno aggiunti i 18 laureati a Chambéry che hanno chiesto il riconoscimento del titolo.
Denis Varaschin, Président de l'Université de Savoie, e Fabrizio Cassella, Rettore dell'Università della Valle d'Aosta
Cultura

Consolidare i rapporti e rinnovare l’apertura all’internazionalizzazione attraverso iniziative concrete che portino gli studenti a fare esperienze all’estero. Con questi obiettivi ieri il presidente dell’Université de Savoie, Denis Varaschin, e il rettore dell’Università della Valle d’Aosta, Fabrizio Cassella, hanno rinnovato la convenzione stipulata nel 2003 tra i due atenei.

La collaborazione decennale ha consentito la creazione di un percorso di studi condiviso che offre oggi agli studenti la possibilità di conseguire, a fronte di un periodo di studi nella sede partner, un titolo di studi bivalente, valido quindi in Italia come in Francia. “Il risultato raggiunto è degno di nota", ha spiegato Cassella. "La laurea in "Lingue e comunicazione per l’impresa e il turismo – Langues étrangères appliquées" è stata infatti conseguita da 165 studenti, di cui 112 italiani e 35 francesi; a questi vanno aggiunti i 18 studenti valdostani che si erano laureati a Chambéry e che hanno chiesto il riconoscimento del titolo italiano presso l’Università della Valle d’Aosta”.

La doppia valenza del titolo, in ogni caso, non è l’unico punto di forza della convenzione. “L’occasione dell’incontro tra i due Atenei – ha continuato il rettore – offre inoltre la proficua possibilità di avviare un confronto sui diversi sistemi universitari e sull’attuazione del processo di riforma, ancora in essere in territorio oltralpe e già consolidato in quello nazionale. Vorremmo che si creasse una sorta di triangolo della francofonia, tra Ginevra, l’Haute Savoie e noi, attraverso il quale poter scambiare delle esperienze che non siano solo legate alla lingua e alla cultura, ma applicate anche all’economia, al diritto, allo sviluppo imprenditoriale, con una specificità del territorio allo stesso tempo storica e geografica”. 

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