Per noi italiani la finestra sulle raffinatezze del pensiero ebraico è rappresentata per lo più dall’arte narrativa, scritta o teatrale o musicale, di Moni Ovadia. Dal mondo anglosassone ci arriva questo simpatico libretto di Jonny Geller, agente letterario di Londra, che si chiede, attraverso una serie di situazioni, “sì, ma va bene per gli ebrei?”. Neanche a dirlo, il senso di colpa va bene per gli ebrei. Senza questo, neppure i primi tentativi di pace tra ebrei e palestinesi sarebbero stati possibili, secondo un anedotto raccontato dall’autore.
Così come la saga di Guerre stellari va bene per gli ebrei: dopo una analisi della lotta tra bene e male che costituisce l’ossatura della saga, con i suoi personaggi, l’elemento decisivo sull’argomento è la prima scena della saga, quando C3PO e R2D2 sono in cerca di Tatooine, è allora che C3PO si lamenta del suo destino, “Sembriamo essere fatti per soffrire. Questo è ciò che ci spetta nella vita”.
Una lettura piacevole, attraverso modelli culturali e comportamentali che sono molto globalizzati, per quanto l’autore li attribuisca solo agli ebrei.
Del resto, è il loro destino, visto che il cristianesimo ha universalizzato la loro religione, aprendola a tutti i pagani e non più solo ai circoncisi.
Titolo: Sì, ma va bene per gli ebrei? Il gelato va bene per gli ebrei? Con cento altri quesiti per tirar fuori l’ebreo che è in te
Autore: Jonny Geller
Editore: Einaudi
Prezzo: 13,50 euro
A cura di Filotea libreria cattolica editrice – Aosta (filotealibreriaeditrice@tin.it)