Un regista autodidatta che arriva dal video sportivo e una produttrice che ha scoperto il set lavorando su “Rocco Schiavone”: il primo Cinema Talk di The Party 2026 ha scelto di partire da due percorsi concreti, diversi tra loro ma accomunati da una stessa domanda di fondo: si può fare cinema partendo da Aosta?
A rispondere sono stati Alessandro Bionaz ed Eleonora Zappia, sabato scorso, presso il Plus Café, quando il giovane regista e la sua coetanea produttrice cinematografica sono stati intervistati da Fabiola Megna, direttrice di Plus, alla presenza di un pubblico numeroso.
Autodidatta, Alessandro Bionaz ha iniziato a usare una videocamera di casa fin da piccolo, ma è solo dopo le superiori che ha scoperto la vocazione per l’audiovisivo. Se all’inizio mostrava un interesse maggiore verso la creazione di video a carattere sportivo, dopo la partecipazione al workshop TSFM Word-Frame della Film Commission Vallée d’Aoste e del Torino Short Film Market ha sviluppato un’affinità per il cinema, spostandosi così verso un materiale più cinematografico. Con un occhio di riguardo per le dinamiche umane, Bionaz predilige la montagna come ambientazione per i suoi lavori, ad esempio nei due cortometraggi “Là-Haut” e “Al di là dell’orizzonte”, prodotti rispettivamente per Séquences et Conséquences nel 2023 e Ciak4Young nel 2024.

Dall’altra parte, con alle spalle una laurea triennale in Dams e una magistrale in Televisione, Cinema e New Media, Eleonora Zappia ha lavorato per due anni a Roma in un reparto di produzione, scoprendo l’amore per la produzione cinematografica sul set di “Rocco Schiavone”. Dopo essersi chiesta dove volesse arrivare e cosa volesse fare nella vita, nel 2024 è tornata ad Aosta, dove attualmente lavora presso la società L’Eubage, che ha tra i suoi obiettivi quello di creare un piccolo polo cinematografico in Valle d’Aosta. Preferisce la produzione di un prodotto audiovisivo poiché le dà “la sensazione di tenere tutto sotto controllo” e per lei la credibilità, cioè quel tocco di confidenza che l’autore mette in un’opera, si pone come elemento fondamentale nella scelta di un film da produrre.
Entrambi i cineasti pensano che ad Aosta ci sia abbastanza entusiasmo quando si gira un film, anche se l’industria di questo settore ha preso piede in Valle d’Aosta solo in tempi relativamente recenti e non ha ancora raggiunto l’attenzione presente in altri luoghi del Paese. Effettivamente, sempre secondo loro, le popolazioni locali tendono ad aiutare le produzioni mettendo a disposizione oggetti di scena e location, più che partecipando in maniera attiva come comparse.
Nella fase conclusiva dell’incontro, Zappia ha parlato del suo coinvolgimento nell’organizzazione di alcuni festival del settore, ad esempio FrontDoc, nella distribuzione del cortometraggio “Prima dell’aurora” di Chiara Zoja e del suo desiderio di “organizzare in futuro un evento di pitch in Valle d’Aosta”, mentre Bionaz ha espresso la volontà di “girare un lungometraggio in futuro” e di “essere arrivato alla conclusione della stesura della sceneggiatura per la sua prossima opera”, precisando però che non si tratta ancora di nulla di definitivo.
di Simone Mombelli
