Il cinema valdostano è vivo e lo dimostra partecipando alla 60° edizione del TrentoFilmfestival, al via giovedì 26 aprile, con ben tre pellicole. Si tratta di “Re: Afghanistan” di Enrico Montrosset, “Cahiers” di Alessandro Stevanon e “Non così lontano” di Hervé Barmasse. La rassegna è una “ferrata” lunga undici giorni, in cui si avvicenderanno numerosi e importanti nomi della cultura, dello spettacolo e dell’alpinismo, che si concluderà domenica 6 maggio con l’assegnazione della “Genziana d’oro” e degli altri prestigiosi riconoscimenti della rassegna.
Re: Afghanistan (Italia, 2011) di Enrico Montrosset
Lo schermo bianco di un pc, alcune parole che iniziano con “Cari amici…”, sono quelle di Ferdinando Rollando, guida valdostana, che scrive ai suoi conoscenti in Italia, comunica loro di essere impegnato in una missione: insegnare lo sci ad alcuni giovani in Afganistan. Rollando è proprio a Bayman la zona che anni fa i talebani presero di mira facendo esplodere le antichissime statue buddiste. Il film di Enrico Montrosset di Aosta presentato nella sezione Alp&Ism, racconta sia la vita quotidiana del popolo afgano, ne filma i bivacchi, il cibo, i sorrisi della popolazione, le città ancora in parte distrutte e gli altipiani maestosi, le vie da sciare. Si sofferma soprattutto sui giovani che dovranno imparare da Rollando, diventare a loro volta maestri di sci, per riattivare una tradizione, portare non solo una cultura sportiva ma svago e pace. Un’alternativa alla guerra che lo stesso Rollando descrive, in interviste, con i suoi limpidi occhi da montanaro.
Cahiers (Italia, 2011) di Alessandro Stevanon
Il film di Alessandro Stevanon, che sarà presentato nella sezione Terre Alte, racconta delle scuole di montagna, di oggi e di ieri. Da ogni pietra, da ogni oggetto di casa, da ogni utensile spuntano i ricordi. Il passato è presente, in un luogo dove l’immutabile è garanzia di forte identità, qualità della vita e quieto vivere. Una realtà, che sembra irreale, raccontata attraverso l’avventura quotidiana degli alunni di due scuole elementari. Piccole scuole di montagna dove gli alunni di prima fino a quelli di quinta imparano tutti insieme, dove la maestra è la stessa per tutti, dove la trasmissione del sapere segue il ritmo della natura e profuma di serenità. La stessa serenità che si legge nei sorrisi dei bimbi quando, dopo una mattinata sugli sci, si scaldano assaporando una cioccolata fumante; la stessa naturalezza che si legge nei loro occhi quando la maestra racconta che ogni fiocco di neve è diverso dall’altro e ha una sua storia. Un piccolo mondo antico che, candido e incontaminato, cresce senza far rumore.
Non così lontano (Italia, 2012) di Hervé Barmasse
L’avventura non è così lontana da casa. A sostenerlo è Hervé Barmasse, cresciuto ai piedi del Cervino, a Valtournenche, che dopo aver scalato in molte regioni del mondo, dalle Alpi al Pakistan e alla Patagonia, ha capito che “l’altrove”, l’avventura, sono a portata di mano. Ha così iniziato un alpinismo di ricerca sulle Alpi dimostrando che vie inesplorate, mezzi e stagioni inusuali possono regalare nuove avventure. L’avventura della porta accanto è insomma il tema portante del film che racconta tre “esperimenti” ben riusciti di Hervé. Nel 2011 sceglie le tre montagne più importanti della Valle d’Aosta e le più alte delle Alpi – il Monte Bianco, il Monte Rosa e il Cervino – e inventa tre vie nuove: con due amici baschi, con suo padre Marco, infine da solo. Il film racconta in presa diretta le tre arrampicate, eccezionali per luoghi, distanze e spirito che le accompagna. Con lui, nella realizzazione del film, l’alpinista scrittore Enrico Camanni. Tre avventure diverse, tre nuove vie: la prima con due amici baschi, la seconda con suo padre Marco e infine da solo. Questo film le racconta in presa diretta, la distanza e lo spirito che le accompagna: il pilastro di sinistra del Brouillard, la parete sud est della Punta Gnifetti e il Picco Muzio al Cervino, dove Hervé affronta in solitaria grandi rischi e alte difficoltà. Abbandonando le suggestioni esotiche delle grandi scene dell’alpinismo internazionale, in Non così lontano si concentreranno riflessioni ed emozioni sulle “vecchie” pareti alpine, nella certezza che niente è mai vecchio se lo si sa guardare con occhi nuovi.
Il trailer di Cahiers di Alessandro Stevanon
