Moltissime le persone si ricordano, a sette anni dalla sua scomparsa, di Giuseppina Gerbelle, nota come Geppina, depositaria dell'antica tradizione valdostana dei secrets. Nella sua casa, a Saint Christophe, sono passate generazioni di valdostani in cerca di sollievo da grandi e piccoli disturbi. Geppina accoglieva tutti, li faceva sedere e recitava formule e preghiere di guarigione, senza chiedere nulla in cambio. Il cantautore valdostano Davide Mancini, che ha avuto l'opportunità di conoscerla molto bene, le ha dedicato l'ultima fatica discografica, “Madame Gerbelle”, presentata ieri al Giacosa. La serata è stata organizzata dalla presidenza del Consiglio regionale, memore della notorietà anche internazionale acquisita da Geppina, frutto di un passa-parola incessante.
“Domani Geppina avrebbe compiuto gli anni” ha spiegato Davide Mancini, poco prima del concerto. “E così sono davvero felice di poterle rendere omaggio a modo mio. Ho avuto la fortuna di frequentarla per molti anni, è una persona che per pura generosità d'animo ha trascorso metà della sua esistenza mettendosi interamente a disposizione del prossimo”. E' un'ammirazione profonda, quella del cantautore, testimoniata dal testo della canzone, che racconta di una donna “petite mais forte comme la pierre, qui sentait la douleur de l'homme”.
Mancini ha fatto il suo ingresso sul palcoscenico del Giacosa da solo, accompagnato dalla sua chitarra. Dopo poche canzoni è stato raggiunto da una band composta da musicisti di lungo corso e grande esperienza, come Massimo Spinosa, storico collaboratore di De André, Vecchioni, De Gregori e Pagani, Lucio Bardi, chitarrista di De Gregori, Damiano Della Torre, polistrumentista e musicista di Adriano Celentano, oltre che dal pianista Marco Benech e del percussionista Luca Gusella.
Oltre al brano dedicato a Geppina, che dà il titolo all'album, il pubblico ha potuto ascoltare vari pezzi dalle sonorità calde e folk, arrangiati e rivisitati alla luce dell'importante contributo dei musicisti presenti: Maria do Santos, Canzone per Troisi, Tutto il problema del mondo è la vanità, La vita in bella copia, Illazioni di un clown, La lauda del bardo, Les revês des anges, Non esiste e La ballata dell’utopista.
Intanto Davide Mancini sta meditando di realizzare un altro album. “Sta lentamente prendendo forma – ha ammesso – ma non so ancora quando vedrà la luce. Una sola cosa posso dire con certezza: si intitolerà Égalité”.

