Una delegazione dalla provincia di Cosenza porta alla Foire una mostra sul paesaggio calabrese

"La luce del Mediterraneo. La Calabria negli occhi e nel cuore" raccoglie i pastelli e gli acquerelli di Gioacchino Lamanna, paesaggista e ritrattista, che per l'occasione propone un'affascinante produzione interamente dedicata al paesaggio calabrese.
Cultura

Promuovere le bellezze del territorio, l’artigianato e le tradizioni: con questo obiettivo la Provincia di Cosenza sarà presente alla 1011esima Fiera di Sant’Orso con una delegazione guidata da consigliere provinciale Ernesto Magorno. Da domani, sabato 29, al 31 gennaio, nella sala a pian terreno dell’Hotel De Ville in piazza Chanoux sarà allestito un punto informativo che distribuirà opuscoli, fotografie e video della provincia calabrese.

“La presenza ad Aosta dell’Amministrazione provinciale di Cosenza –  si legge in una nota stampa – sostiene ragguardevoli obiettivi: a cominciare dal mantenimento della rete di rapporti istituzionali tra provincia di Cosenza e Valle d’Aosta, anche alla luce della forte presenza in Valle delle comunità calabresi, in particolar modo quelle originarie del Tirreno cosentino”.

Diverse anche le attività parallele organizzate in occasione di Sant’Orso.  Tra queste la mostra “La luce del Mediterraneo. La Calabria negli occhi e nel cuore” raccoglie i pastelli e gli acquerelli di Gioacchino Lamanna, paesaggista di livello e altrettanto efficace ritrattista, che per l’occasione propone un’affascinante  produzione interamente dedicata al paesaggio calabrese e della provincia cosentina in particolare. Raffigurano paesaggi marini, scorci campestri e lacustri, momenti sociali, vedute urbane di alcuni Comuni cosentini e del capoluogo.L’esposizione è allestita, fino all’11 febbraio, al Ristorante-Brasserie “La Cave de Tillier” di Via de Tillier ad Aosta.

“E’ un’idea suggestiva e direi emozionante – spiega Ernesto Magorno – portare ad Aosta, per i valdostani, per i visitatori stranieri, ma soprattutto per i calabro-valdostani, scorci di Calabria e del cosentino, pitture su ‘fotogrammi’ che ritengo impressi indelebilmente nelle retine di ognuno che è nato da queste parti; vere impronte nel dna, che sono felicemente restituite al godimento artistico ed estetico. Siamo ad Aosta per favorire il turismo e l’artigianato cosentino, ma non di meno per sottolineare il forte ruolo e il primato nell’ambiente e nella cultura“.

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