Sull’autostrada più cara d’Italia aumentano i volumi di traffico e di conseguenza i ricavi della due società concessionarie. I dati arrivano dai bilanci di esercizio 2015.
Sav, la società che gestisce il tratto Quincinetto-Aosta, ha chiuso il 2015 con 96 milioni 283mila euro di ricavi contro i 65.599 del 2014. Una crescita, si legge nel bilancio, "determinata dall’incremento dal primo gennaio 2015 delle tariffe di pedaggio (+0,9 mln) e dall’aumento dei volumi di traffico (+2,7 mln)". I transiti complessivi sono 8.867.363, 418.169 in più del 2014 (+4,95%). E’ cresciuto sia il traffico leggero (7.195.648 di transiti, +5,41%), sia quello pesante (1.671.715, +3,02%). L’utile di esercizio è di 15.537.366 euro.
Per Rav i ricavi dai pedaggi sono 18.301.000 euro, 1.180.000 euro in più del 2014. In tutto sono stati registrati 3.355.381 di transiti, 181.107 in più dell’anno precedente. Il 2015 si è chiuso con una crescita totale del traffico del 5,7%, costituito da un +6,5% per i veicoli leggeri e da un +3,5% per quelli pesanti.
Il risultato d’esercizio mostra una perdita di 8 milioni e 771 mila, con un peggioramento di 3 milioni e 985 mila rispetto al 2014. “Influisce in maniera preponderante la recente disposizione inserita nella Legge di Stabilità 2016, che stabilisce con decorrenza dal 2017 la diminuzione dell’aliquota Ires” si legge nel bilancio. “La modifica ha un impatto notevole sui crediti per imposte anticipate, maturati in particolare sulla svalutazione delle immobilizzazioni effettuata negli scorsi esercizi, rideterminandone il valore di recupero alla nuova aliquota negli esercizi dal 2017 in poi”.
Braccio di ferro fra RAV E MINISTERO
Nella relazione di accompagnamento al bilancio, il Presidente Stefano Fracasso, si sofferma sulla “situazione di sostanziale incertezza” nei rapporti con il Concedente per quanto riguarda l’aggiornamento quinquennale del Piano Economico Finanziario della Società (P.E.F.) e il mancato riconoscimento degli adeguamenti tariffari spettanti in base alla Convenzione vigente.
Il Presidente ricorda, in particolare, come la convenzione unica stipulata da RAV nel 2009 è una convenzione cosiddetta “a riequilibrio” e che pertanto la società ha diritto ad avere un piano economico finanziario in equilibrio. Per raggiungerlo nel 2014 Rav chiese un aumento delle tariffe del 13,96% ma lo Stato concesse un rincaro del 5%. L’anno successivo la richiesta fu del 15,20% dei pedaggi e la concessione di un più 1,50%.
“L’adeguamento tariffario richiesto da Rav per l’anno 2016 – si legge nella relazione – in base ai parametri fissati dalla Convenzione vigente, è pari al 13,68%, e la Società ha contestualmente richiesto il ristoro del differenziale tra tariffa riconosciuta e tariffa spettante anche per gli anni 2014 e 2015, per un incremento cumulato che risulta pari al 40,84%”.
Il 31 dicembre scorso il Ministero informò Rav che “l’aggiornamento tariffario per l’anno 2016, in via provvisoria, “risulta sospeso in attesa dell’approvazione dell’aggiornamento del Piano economico finanziario (Pef)” di cui si è chiesta l’iscrizione al Cipe.
La proposta di aggiornamento del Pef, inviata nel maggio 2015 da Rav, e ora all’esame del Ministero, prevede in aggiunta all’attribuzione del 50% della maggiorazione tariffaria applicata alla controllante Società italiana Traforo del Monte Bianco e al riconoscimento del valore di subentro alla scadenza della concessione nella misura di 164,4 milioni di euro, incrementi tariffari del 10% annuo per il periodo dal 2016 al 2019 e incrementi nell’ordine dell’1,5% annuo per il periodo successivo fino al 2032, oltre a un contributo annuo di 14 milioni di euro.
