Banca d’Italia: luci ed ombre dell’economia valdostana

Rallentano i servizi e il comparto delle costruzioni, cala il settore agricolo, mentre aumentano le persone in cerca di lavoro. Il Pil regionale aumenta dell'1,4%, in linea con la tendenza nazionale. L'analisi della Banca d'italia relativa al 2007.
La presentazione del rapporto di Banca Italia
Economia

Come ogni anno la filiale di Aosta della Banca d’Italia ha passato al setaccio tutti i principali indicatori attinenti alla nostra regione, elaborando e incrociando dati riferiti al 2007, e provenienti da varie fonti, come le imprese, le istituzioni, le associazioni di categoria, l’Unione Industriali e la Banca d’Italia stessa, per restituirci un’istantanea della Valle d’Aosta, analizzata sotto il profilo economico e finanziario. In realtà, come sempre avviene, più che un ritratto fotografico della nostra regione è emerso un mosaico complesso, di non facile lettura. I risultati dello studio sono stati presentati oggi in conferenza stampa dal presidente della filiale valdostana della Banca d’Italia, Giuseppe Manitta, e dai suoi collaboratori.

Il Pil regionale, che in ogni analisi è sempre il primo indice citato,  è aumentato (fonte Prometeia) dell’1,4 %, un risultato incoraggiante rispetto al 2006, quando è stato registrato un aumento dell’8% (9% secondo fonti Istat). Si tratta di valori che non si discostano significativamente da quelli nazionali (più 1,5 %).

Il tasso di disoccupazione è cresciuto dal 3 al 3,2 per cento, complice, tra l’altro, l’aumento delle persone in cerca di lavoro (+ 7,9 per cento), ma si mantiene comunque tra i più bassi in Italia.

Per quanto riguarda il debito pubblico e la pressione tributaria, gli ultimi dati disponibili sono quelli del 2006. La somma delle entrate tributarie, compresi i tributi devoluti dallo Stato alla Regione grazie allo statuto di autonomia, nell’anno considerato, è stata pari al 34 per cento del Pil, assai più che nelle altre Regioni a statuto speciale, dove tale percentuale ha raggiunto mediamente il 16 per cento. I tributi più rilevanti, in termini di gettito, sono l’Irap, la tassa di concessione del Casinò e l’addizionale all’Irpef.

Il settore industriale si caratterizza per la presenza di poche aziende relativamente grandi e un arcipelago di imprese lillipuziane. I tre quarti della crescita delle esportazioni registrata nel 2007 è imputabile al settore metallurgico, ma questo balzo non è legato tanto a una parallela crescita della produzione, quanto, soprattutto, a un aumento considerevole dei prezzi. L’indagine però evidenzia un rallentamento degli ordini e della produzione negli ultimi mesi del 2007, confermato nei primi mesi del 2008. Per quanto riguarda gli altri settori dell’industria, il loro fatturato complessivo è aumentato del 2,4 per cento.

Il settore delle costruzioni, in Valle, prospera maggiormente rispetto al resto d’Italia, anche se nel 2007 sono stati riscontrati alcuni segnali di indebolimento dell’attività, un rallentamento della crescita delle quotazioni degli alloggi, e un calo delle transazioni. In controtendenza, continua a crescere la domanda di opere pubbliche, che per la metà riguardano la viabilità e l’edilizia, specialmente scolastica.

E’ in calo costante (-4,1 per cento all’anno dal 2003 al 2006) il valore aggiunto del settore agricolo, influenzato negativamente dal valore della produzione zootecnica.

Rallenta un settore trainante in Valle d’Aosta, ovvero quello dei servizi, che incide al 72,8 per cento sul sistema produttivo valdostano. In particolar modo sono stati riscontrati cali del fatturato e degli investimenti, associati alla diminuzione delle presenze turistiche.

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