Botta e risposta sulla fusione tra Valfidi e Confidi

Durante l'Assemblea ieri sera della Valfidi il presidente, Andrea Leonardi, ha confermato l'accordo per la fusione con la Confidi Cts. Nel 2010 Valfidi ha garantito crediti per quasi 90 milioni di euro.
Giuseppe Censi, Andrea Leonardi, Fabrizio Sedda
Economia

"Siamo sempre stati aperti a possibili fusioni tra tutti i Confidi valdostani, e lo abbiamo ribadito anche in ambiente politico": Andrea Leonardi, presidente di Valfidi, il consorzio di garanzia fidi delle imprese artigiane e dei professionisti valdostani, ieri sera durante l’assemblea annuale del consorzio ha risposto indirettamente a Federico Jacquin, presidente del Confidi Industriali, che nel corso della sua relazione di martedì aveva parlato di un "dialogo che con Valfidi non è mai stato avviato, forse per incomprensioni reciproche".

"Abbiamo sempre saputo – ha aggiunto Leonardi – che dall’aggregazione dell’attività dei Confidi valdostani si sarebbe portato un vantaggio alle imprese. In questa fase, dobbiamo spogliarci dai nostri interessi individuali, e possiamo crescere solo e soltanto perseguendo l’interesse di tutti". L’assessore regionale alle Finanze, Claudio Lavoyer, ha espresso la "soddisfazione del governo regionale per il percorso di aggregazione tra le associazioni Confidi" e ha sottolineato l’impegno di Valfidi che "a fronte di un finanziamento regionale di un milione 300 mila euro, ha garantito crediti nel 2010 per quasi 90 milioni di euro".

L’assemblea di Valfidi, convocata in seduta ordinaria per l’approvazione del bilancio, ha anche approvato in sessione straordinaria alcune modifiche allo statuto societario, dovute all’adeguamento alla normativa di vigilanza, esercitata dalla Banca d’Italia perché Valfidi ha aderito al regime dell’ex 107 e ha assunto lo status di intermediario finanziario. Nel 2010, Valfidi ha perso soci "a causa di un’attenta revisione societaria e alla richiesta di aumento di capitale, che ha portato i soci senza crediti garantiti ad uscire dalla compagine sociale", attestandosi su 3034.

L’azienda ha garantito fidi per 88 milioni 884 mila euro, di cui appena 2 milioni 759 mila euro di crediti deteriorati, ha aumentato il capitale proprio e le attività finanziarie ed è riuscita a chiudere l’anno con un utile in crescita, pari a 418 mila euro, nonostante l’assunzione di tre nuove persone in organico. "Una situazione che garantisce ampie garanzie sul credito erogato – ha concluso Leonardi – e buoni margini di crescita per i prossimi anni, grazie alla solidità patrimoniale". L’assemblea ha infine preso atto delle dimissioni da sindaco supplente di Pierpaolo Impérial, sostituendolo con Stefano Mazzocchi.
 

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