“Buco” di 2,4 milioni di euro nel bilancio 2014 di Vda Structure

“Siamo consapevoli che è una perdita importante, anche se è in linea con l’andamento storico” spiega il Presidente Roger Tonetti, eletto assieme al nuovo Cda nell’ottobre 2014.
Stabilimento Tecdis di Chatillon
Economia

Tornano a peggiorare i conti di Vda Structure, la partecipata regionale che gestisce il patrimonio immobiliare regionale destinato all’uso industriale, artigianale e commerciale.
Il bilancio 2014, varato nel luglio scorso, si chiude con una perdita di 2,4 milioni di euro, rispetto all’1,7 milioni di euro del 2013.
Il valore della produzione ammonta a 4.789.077 euro, con un decremento di 497.496 euro rispetto all’esercizio precedente mentre i costi della produzione sono di 7.302.172 euro (+288.762 euro rispetto all’anno prima). Gli ammortamenti e le svalutazioni risultano di 2.895.033 euro (+465.003 euro rispetto all’esercizio precedente). 

“Siamo consapevoli che è una perdita importante, anche se è in linea con l’andamento storico” spiega il Presidente Roger Tonetti, eletto assieme al Cda nell’ottobre 2014 dopo che una risoluzione approvata in Consiglio regionale portò alle dimissioni del vecchio consiglio di amministrazione, guidato da Livio Sapinet. “Solo il bilancio 2013 ha avuto un perdita più contenuta perché incideva come posta straordinaria la vendita per 700 mila euro di un terreno a Telcha per la costruzione della centrale del teleriscaldamento. Bisogna però segnalare come il 2014 si sia chiuso con un margine operativo lordo di 400mila euro”.

A incidere ancora una volta sul risultato negativo della partecipata regionale sono gli ammortamenti e le svalutazioni dei crediti (i canoni di affitto non pagati). Su quest’ultimi già il vecchio Cda aveva iniziato a lavorare. “E’ stato fatto un lavoro puntuale – aggiunge Tonetti – abbiamo preso in mano le situazioni di sofferenza che alcuni affittuari hanno nei nostri confronti e sono convinto che i risultati si vedranno nel bilancio 2015”.

Tra le azioni future da mettere in campo per sanare la situazione negativa il Cda pensa a canoni di locazione più competitivi sul mercato.  “In molti casi la stima dei canoni da applicare non teneva conto dell’attuale situazione di mercato” spiega ancora il Presidente. “Non si tratta di svendere gli immobili ma di metterci in concorrenza, cercando quanto più possibile di attirare in Valle d’Aosta anche possibili soggetti esterni”.

Infine è oggetto di confronto con l’Assessorato alle Attività produttive la revisione dei criteri di insediamento delle imprese negli immobili regionali per rispondere a domande provenienti da settori ad oggi non contemplati.
“Stiamo lavorando in stretta sinergia con l’assessore Donzel perché ci sono degli stabili che mal si prestano ad insediamenti industriali ma magari potrebbero andare incontro a richieste del terziario avanzato. L’idea è su alcuni stabili di essere più flessibili”.

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