Concorsone, a metà percorso la Regione esclude gli ammessi con riserva

La decisione arriva dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato la richiesta di sospensiva. Sono una ventina gli insegnanti, ammessi con riserva, che avevano nel frattempo superato la preselezione e le prove scritte.
Economia

“Comunicasi che sv est esclusa da concorso ordinario indetto con decreto presidente Regione. Seguirà provvedimento formale”. Gli insegnanti ammessi con riserva al concorsone della scuola (perché in possesso dei titoli che sono stati acquisiti, però, in tempi diversi rispetto a quanto richiesto dal bando, ndr), hanno trovato una brutta sorpresa nell’uovo di Pasqua.

Con un telegramma la Sovraintendenza agli studi ha infatti comunicato la loro esclusione dalle prove pratiche e dai successivi orali, (mentre gli scritti, invece, sono già conclusi, ndr). La decisione arriva dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato la richiesta, presentata dagli stessi docenti valdostani, di sospendere, in attesa del giudizio, l’articolo 2 del Concorsone insegnanti quello in cui si elencano i requisiti di partecipazione.

“E’ un giudizio inatteso – spiega Alessandro Celi dello Snals – perché le richieste di sospensiva erano state accolte in tutta Italia. Ora aspettiamo di conoscere le prime sentenze sul merito del Tar del Lazio che se deciderà di annullare anche solo un bando regionale avrà ripercussioni su tutti gli altri con il risultato di ripartire da zero, perdendo un anno di tempo. Il tutto grazie al Ministro che ha firmato un bando con dei vizi di costituzionalità non indifferenti”.

Di “situazione difficile e incresciosa” parla Katya Foletto della Cgil. “Sono almeno una ventina i docenti che hanno ad oggi superato la preselezione e la prova scritta e che ora si trovano buttati fuori.”

Il Tar del Lazio, al quale i docenti valdostani si sono dovuti rivolgere, dopo che nelle settimane scorse quello valdostano si era dichiarato non competente, entrerà nel merito della questione soltanto nel mese di giugno. Un eventuale accoglimento del ricorso potrebbe portare all’annullamento dell’intero bando. In ogni caso docenti e Ministero, se soccombenti, avranno di fronte ancora l’opzione del ricorso al Consiglio di Stato e in ultima battuta la Cassazione. Insomma il posto fisso per i precari della scuola rischia di rimanere una chimera.

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