“Quando fai una cover di un mostro sacro come Bruce Springsteen devi personalizzarla, farla tua, altrimenti non puoi reggere il confronto”. Ed è così che i Pol en Tino – per l’occasione in formato Band con l’aggiunta di alcuni elementi – hanno proposto la loro versione di Lucky Town per il contest nazionale “Cover Me” dedicato al Boss.
Dopo una prima fase, da circa cinquanta partecipanti la Giuria di qualità – composta da Leonardo Colombati (presidente), Patrizia De Rossi, AmbraMarie, Ezio Guaitamacchi, Giorgio Berta ed Ermanno Labianca – ne ha selezionati venti, che ora si stanno dando battaglia con il voto del pubblico. Si può votare online sul sito di NOI & Springsteen fino al 30 giugno (qui la pagina dedicata al gruppo valdostano). I primi dieci classificati accederanno alla finale, in programma il 6 settembre al Druso di Bergamo, quando la classifica verrà azzerata e si punterà tutto sull’esibizione live.
“Sicuramente il livello qualitativo si è alzato”, ha dichiarato Alberto Lanfranchi, presidente dell’associazione NOI & Springsteen, che organizza il contest. “Abbiamo ricevuto un numero leggermente inferiore di cover rispetto agli anni precedenti, ma questo ci ha dato la possibilità di ascoltare lavori davvero molto interessanti, curati e di grande qualità.”
Oltre alle personali rivisitazioni dei brani del Boss, le band e gli artisti in gara porteranno sul palco del Druso anche i propri inediti, che Lanfranchi ha definito “canzoni preziose, sorprendenti, capaci di suscitare curiosità e interesse verso gli artisti, i musicisti e le band che le hanno presentate”. I Pol en Tino hanno proposto “Io ti amerò”, “un brano più pop, orecchiabile”.
Dopo la prima fase di selezione il gruppo valdostano occupava la 12ª posizione, mentre da quando si sono aperte le votazioni occupano il quinto posto provvisorio con 28 punti, dopo aver ricevuto 9 punti dalla Giuria di qualità (il primo prende 20 punti, il secondo 19, e così via), e 19 dal pubblico. “Da qui alla fine possono ancora esserci grossi stravolgimenti, il voto del pubblico è fondamentale perché per noi è importante mantenere la posizione attuale per essere sicuri di poter andare alle finali”, commenta Paolo “Pol” Broglio, che con Gabriele “Tino” Martinet compone il duo originario.

A loro due (voce e chitarra acustica Broglio, voce, armonica e tamburello Martinet), per l’occasione si sono aggiunti Christian Dalbard (pianoforte e tastiera), Carlo Alberto Lupo (violino e chitarra elettrica), Davide Torrione (basso elettrico), e Giuliano Giuliani (batteria). Nati nel 2004 come cover band di Simon&Garfunkel, nel tempo il repertorio dei Pol en Tino si è ampliato con cover di altri grandi artisti stranieri (Bob Dylan, Bruce Springsteen, U2, Damien Rice, Beatles…) e italiani (Ligabue, Bennato, De André, Vecchioni…) e con la proposta di brani propri.
“Abbiamo proposto una cover abbastanza fedele all’originale, ma più in chiave folk, con il violino al posto della chitarra”, dice ancora Broglio. “Di Lucky Town ci piace il giro armonico ma anche il testo, che rappresenta una rinascita da una situazione turbolenta della vita, una prova che tutti ci ritroviamo ad affrontare. Springsteen ha sempre avuto questo lato, un po’ oscuro e malinconico da una parte, ma con quella grinta che ti spinge a rimboccarti le maniche per tirarti fuori dalle situazioni difficili”.
Questa è la quinta volta che i Pol en Tino partecipano a “Cover Me”: nelle prime due occasioni, con Cadillac Ranch e con Magic, non erano riusciti ad accedere alle fasi finali, mentre altre due volte (una con la stessa Cover Me, e una con Youngstown) sono arrivati fino alle finali di Bergamo, ottenendo un sesto e un quarto posto.
