Condominio che vai, tariffa Telcha che trovi

I palazzi di proprietà Arer in virtù di un accordo quadro ottengono tariffe più basse anche del 20%. Dodici amministratori chiedono a Telcha di aprire una trattativa per tariffe omogenee.
Aosta dall'alto
Economia

L’inverno sta per finire, ma i malumori per i costi del teleriscaldamento ad Aosta permangono. Per ora sono confinati negli studi di 12 amministratori di condominio che gestiscono diversi stabili allacciati alla rete Telcha: a inizio febbraio 2026 hanno inviato una lettera formale alla Telcha con la richiesta di un incontro utile ad aprire una trattativa che porti a tariffe calmierate e soprattutto omogenee.

Della questione il nostro giornale aveva già scritto. Tra il 2021 e il 2022, praticamente tutte le circa 400 utenze condominiali allacciate alla rete Telcha del capoluogo regionale hanno visto lievitare in modo vertiginoso i costi del riscaldamento. Allora la pietra dello scandalo era l’aumento delle tariffe, praticamente in regime di monopolio, da molti considerato eccessivo e praticamente doppio rispetto a quello registrato nei palazzi alimentati a metano. “Le spese condominiali, che per l’80% sono composte dai costi del riscaldamento, sono lievitate del 20-30% mentre le pensioni e gli stipendi sono rimasti uguali: così la maggior parte dei proprietari degli alloggi che amministro fa molta fatica a pagare” ci racconta un amministratore di condominio che preferisce non apparire.

Oggi il nodo principale è un altro: la mancanza di uniformità nelle tariffe applicate. Ad Aosta accade infatti che palazzi allacciati alla stessa rete di teleriscaldamento paghino prezzi anche molto diversi tra loro. La materia energetica è la stessa, ma i contratti sottoscritti in tempi diversi dai singoli condomini presentano scostamenti che arrivano anche al 20% con soggetti che pagano meno di 150 euro per MWh e altri che arrivano a 180 euro.

Oltre agli stabili del Comune di Aosta e di Place Deffeyes, tra chi paga meno ci sono i palazzi di proprietà dell’Arer, l’Agenzia regionale per l’edilizia residenziale. “Siamo un ente pubblico, per noi è un obbligo negoziare in modo trasparente affinché i nostri utenti, che sono nuclei fragili sul piano economico, ottengano tariffe del teleriscaldamento convenienti. Per questo abbiamo trattato a lungo con Telcha per ottenere contratti che garantiscano requisiti di convenienza nel tempo. Va detto che abbiamo trovato nella società una disponibilità a negoziare” spiega Alessia Bosco dirigente del servizio amministrativo e tecnico dell’Arer.

E così gli inquilini degli alloggi degli stabili interamente di proprietà Arer, in virtù di un accordo quadro appena rinnovato a fine 2025, con un meccanismo di rimborso a fine stagione, si scaldano a tariffe calmierate. Lo sconto, se così possiamo chiamarlo per semplicità, arriva anche al 16/20 per cento. A solo titolo di esempio a parità di metratura dell’alloggio e di consumi la spesa per il teleriscaldamento può essere, per i singoli inquilini di Arer, inferiore anche di 300/400 euro all’anno rispetto ai costi sostenuti dai proprietari dei condomini privati.

La disparità emerge con particolare evidenza nei palazzi misti dove convivono alloggi Arer e abitazioni che nel tempo sono state acquistate dagli assegnatari, e dove Telcha applica a tutti le tariffe del libero mercato. “Per noi di Arer gli inquilini sono tutti uguali e così abbiamo cercato di fare da collante e di mettere intorno a un tavolo tutti gli amministratori di condominio in cui abbiamo ancora alcuni alloggi in affitto”. Obiettivo: aprire un’interlocuzione con Telcha che porti a individuare una tariffa più omogenea e conveniente per tutti.

Interrogata sulla questione la società francese ha scelto di non rispondere alle tante domande che le abbiamo rivolto. Attraverso il suo ufficio stampa si è trincerata dietro ad una laconica spiegazione: “Eventuali differenze di tariffe dipendono da diversi fattori quali l’andamento variabile del mercato energetico, il rispetto della normativa nazionale e della disciplina regolatoria ARERA di riferimento”. Per Telcha tutto normale insomma.

Telcha
La centrale Telcha ad Aosta

I responsabili  hanno anche sottolineato che “con l’obiettivo di mantenere le tariffe il più possibile allineate alle migliori condizioni di mercato applicabili, Telcha sta incontrando periodicamente gli amministratori di condominio responsabili dei contratti, per garantire un confronto costante sulle tariffe e sul servizio”.  

Non si sa, però, se l’incontro richiesto congiuntamente dai 12 amministratori si farà e quando e soprattutto non è dato sapere se c’è, da parte di Telcha, disponibilità a trattare questa difformità di tariffe. Il rischio è che che il malcontento resti acceso ben oltre la stagione del riscaldamento e che alcuni condomini decidano di staccarsi da una rete fortemente voluta da Comune e regione per gli impatti positivi su emissioni inquinanti.

 

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