Contributi alle imprese si cambia: la Giunta mette mano ad una serie di leggi di settore

Finisce nel disegno di legge anche lo sconto del 30% per la spesa complessiva sostenuta nel corso dell'anno per la componente energia. Il disegno di legge prevede controlli a campione e la revoca in caso di non veridicità delle dichiarazioni rese.
Economia

Aiuti per le imprese si cambia. La Giunta regionale ha varato nelle scorse settimane un disegno di legge che “ottimizza” la gestione delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo delle attività produttive locali.
“L’attuale situazione di difficoltà finanziaria – si legge nella relazione al provvedimento – non consente di rendere disponibili nel bilancio regionale, né attualmente né nell’immediato futuro, risorse sufficienti per finanziare gli aiuti concessi alle imprese per sostenere e sviluppare investimenti produttivi, attività di ricerca, innovazione e sistemi di gestione aziendali, con le stesse intensità che sono state assicurate nel passato.“ In particolare il dispositivo interviene su una serie di leggi di settore andando a rimodulare gli interventi. 

Contributi alle imprese per la ricerca e lo svilupo
E’ il caso della legge 84/93 che stanziava contributi alle imprese per la ricerca e lo sviluppo. Il disegno di legge va a dimezzare gli interventi. In particolare il contributo massimo per le grandi imprese passa da un milione a 500mila euro, per le medie da 500mila a 250mila e per le piccole da 250 a 125mila euro. Taglio ancora più drastico per le imprese insediate nell’Espace Aosta e nella pépinière di Pont-Saint-Martin. In questo caso i contributi passano dai 3 milioni per le grandi imprese ai 600mila euro, da 1,5 milioni a 300mila per le medie imprese, da 750mila a 150mila per le piccole imprese. “L’attuale triplicazione dei massimali di contributo prevista per le imprese insediate in queste aree – si legge nel Dl – risulta, infatti, difficilmente sostenibile.” Inoltre la modifica normativa corrisponde ad un adeguamento alle normative comunitarie. Le domande di contributo potranno essere presentato soltanto a seguito dell’emanazione di specifici bandi, anziché a sportello come avviene oggi. Alle richieste arrivate nel 2014 e fino all’entrata in vigore della legge verrà ridotto del 10% il contributo per le piccole imprese, del 20% per le medie e del 30% per le grandi.

Contributi per PMI 
Per gli interventi regionali a sostegno delle piccole e medie imprese per iniziative in favore della qualità, dell’ambiente, della sicurezza e della responsabilità sociale (l.r. 3/2001), il disegno di legge rimodula le intensità di aiuto, nei limiti delle intensità massime previste dalle normative europee.

Interventi per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane
Stessa sorte toccherà alla legge regionale 6/2003, Interventi per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane. I contributi in conto capitale previsti dalla normativa verranno concessi però in futuro soltanto alle imprese innovative. Il limite minimo di spesa ammissibile per poter accedere ai mutui a tasso agevolato e ai contributi in conto interessi diventa ora di 15.000. Soppressi inoltre i contributi in conto capitale per i Consorzi di imprese per le iniziative dirette alla dotazione, alla realizzazione, all’ampliamento e all’ammodernamento di beni, materiali e immateriali, strumentali all’attività di impresa.

Contributi per giovani imprenditori e imprese innovative
Novità in arrivo anche per i giovani imprenditori. I contributi a fondo perduto per spese di investimento verranno concessi in misura non superiore al 30% (prima era al 40) della spesa ammissibile e per un importo massimo pari ad euro 60.000.
Infine per gli interventi in favore delle nuove imprese innovative (l.r. 14/2011) i contributi sono concessi nella misura massima del 60 per cento (prima era del 75%) delle spese previste per la realizzazione di piani di sviluppo delle imprese e nei limiti dell’importo massimo di 150.000 euro per impresa.

Sconto del 30% della bolletta
Finiscono nel disegno di legge anche gli interventi a sostegno dei costi dell’energia elettrica per le utenze domestiche (l.r. 4/2010) ovvero lo sconto del 30% per la spesa complessiva sostenuta nel corso dell’anno per la componente energia. Il disegno di legge prevede controlli a campione e la revoca in caso di non veridicità delle dichiarazioni rese. Inoltre in caso in cui i contributi non siano siano stati riscossi entro i nove mesi successivi alla comunicazione del provvedimento di concessione, i soggetti beneficiari decadono dal diritto di riscossione.

Il provvedimento, ora all’esame della competente commissione consiliare, dovrà passare in Consiglio regionale per la sua approvazione. 

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