Cresce l’allevamento ovi-caprino in Valle. Come proteggerlo dal ritorno del lupo?

La valorizzazione delle produzioni casearie derivate dal latte, inserite nell'offerta turistica della regione, ha dato nuovo impulso al settore. Il ritorno del lupo in Valle richiede una riflessione su quali provvedimenti prendere ora.
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La presenza del lupo in Valle d’Aosta è stata al centro dell’incontro della III Commissione permanente “Assetto del Territorio”, presieduta dal consigliere regionale Dario Comé. Al tavolo il Presidente e i rappresentanti dell'Association régionale éleveurs valdôtains-Arev per discutere delle problematiche connesse alla presenza dei lupi nella zona del Parco del Gran Paradiso e nei territori limitrofi. I pastori, infatti, sono preoccupati e chiedono provvedimenti. Nelle scorse settimane, proprio i lupi hanno provocato la morte di 60 pecore precipitate in un burrone mentre cercavano di fuggire, ci sono poi sporadici attacchi a stambecchi e camosci.  In particolare le preoccupazioni dei pastori, sono legati alla convivenza della propria attività con i sei lupi presenti nelle vallate del Parco, da Valsavarenche a Morgex: due adulti e quattro cuccioli. Per prevenire i danni occorre ricoverare le pecore durante la notte e custodirle al pascolo.

"L'Arev – spiega Dario Comé – ha illustrato i dati riguardanti l'allevamento ovi-caprino in Valle d'Aosta. Un'attività che negli ultimi decenni ha riacquistato valore: nel 2008 si registrano, infatti, su tutto il territorio valdostano tremila ovini e cinquemila caprini a fronte delle 2.300 pecore e 2.700 capre della fine degli anni settanta. Questo, grazie in particolare alla rivalorizzazione delle produzioni casearie derivate dal latte di questi animali ormai inserite nell'offerta turistica della regione. Ad oggi risultano, secondo i dati Arev, 578 proprietari di ovi-caprini e la maggior parte delle aziende ha un numero di capi inferiore alle 30 unità."

"La presenza del lupo – prosegue Comé – va a rompere un equilibrio nel sistema tradizionale di allevamento, in particolare nei mesi estivi quando è previsto il pascolo libero in alpeggio. Il problema si pone quindi a livello di protezione delle greggi ovi-caprine, che sono tra le prede del lupo”.

L'audizione di oggi è stata importante per confrontarci su di un problema che riguarda la coesistenza dell'agricoltura tradizionale di montagna e del lupo in Valle. Abbiamo rilevato la disponibilità da parte dell'Arev a individuare misure di prevenzione e di custodia, che, però, non devono essere solo di competenza degli allevatori ma devono far parte di un sistema, che dovrà poi trovare applicazione nel futuro piano regionale di gestione del lupo nella nostra regione."

Per fare il punto della situazione sul sistema di profilassi locale a seguito dei numerosi controlli sanitari effettuati nelle aziende agricole valdostane in questo ultimo periodo, a breve saranno auditi gli Assessori regionali all'Agricoltura e alla Sanità.

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