Dalle infrastrutture all’innovazione: il modello Finaosta per la crescita della Valle d’Aosta

La Finanziaria regionale al centro dell'incontro promosso da ANFIR – Associazione Nazionale delle Finanziarie Regionali, che si è svolto ieri a Saint-Vincent (Valle d’Aosta) nell’ambito del roadshow territoriale dedicato al ruolo delle finanziarie regionali.
Marco Linty
Economia

Dagli investimenti nelle grandi infrastrutture turistiche alle operazioni ad alto contenuto innovativo, Finaosta si pone come uno degli attori chiave dello sviluppo economico valdostano. È attorno al suo ruolo, alla sua evoluzione e alle prospettive future che si è sviluppato l’incontro di ieri a Saint-Vincent, tappa del roadshow territoriale dedicato alle finanziarie regionali.

L’evento, organizzato da Finaosta con il supporto di ANFIR, ha riunito al Centro Congressi del Grand Hotel Billia rappresentanti delle istituzioni, del sistema finanziario e del mondo imprenditoriale. Moderatore dei lavori il giornalista del Sole 24 Ore Luca Orlando.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente di ANFIR Michele Vietti, che ha sottolineato il valore delle finanziarie regionali come strumenti di prossimità, capaci di tradurre le strategie di sviluppo in interventi concreti sui territori. Il presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin e ll’assessore allo Sviluppo economico Luigi Bertschy hanno ribadito l’importanza di una collaborazione strutturata tra istituzioni e finanziarie pubbliche per affrontare le sfide della crescita sostenibile.

Nel corso della sessione “Finaosta per il territorio”, il presidente Marco Linty ha evidenziato come la finanziaria regionale rappresenti un partner strategico per lo sviluppo economico valdostano: uno strumento pubblico con un approccio operativo vicino a imprese, cittadini ed enti locali, capace di sostenere competitività, innovazione e coesione territoriale.

Il direttore generale Mattia Michele Sisto ha ripercorso l’evoluzione della società, sottolineando come l’azione di Finaosta si estenda oggi anche ad ambiti ad alto contenuto innovativo, come le scienze della vita, con l’esperienza di Bio4Dreams. Proprio in questo contesto si inserisce la sottoscrizione, lo scorso 24 ottobre, di un aumento di capitale da 1 milione di euro per la creazione del progetto VITTe, nuovo hub regionale per l’innovazione e il trasferimento tecnologico.

Sisto ha inoltre richiamato il più rilevante investimento degli ultimi vent’anni: l’aumento di capitale di Cervino, deliberato per un massimo di 83 milioni di euro. Finaosta ha esercitato il proprio diritto di opzione per 70,56 milioni di euro, con versamento completato entro il 31 dicembre 2026.

Turismo e infrastrutture, investimenti per 220 milioni

Ampio spazio è stato dedicato agli investimenti nel comparto turistico e infrastrutturale. Tra questi, il nuovo impianto funiviario Pila-Couis a servizio del locale panoramico Stella di Pila, progetto strategico per rafforzare e destagionalizzare l’offerta turistica di Aosta. L’investimento complessivo ha raggiunto i 51 milioni di euro, con completamento dei lavori tra il 2024 e il 2025.

Determinante anche il sostegno a Skyway Monte Bianco, che ha celebrato dieci anni di attività. La presidente di Funivie Monte Bianco, Federica Bieller, ha evidenziato come nel 2024-2025 il complesso abbia registrato 263 mila presenze, 76 addetti medi e ricavi superiori a 16 milioni di euro, confermando il ruolo centrale dell’infrastruttura nel panorama turistico regionale.

Nel corso del panel dedicato agli investimenti strategici, è intervenuto anche Federico Maquignaz, presidente di Cervino, che ha illustrato il progetto “Cervino The One”: un investimento complessivo di circa 220 milioni di euro che consentirà di collegare Cervinia al Plateau Rosa in meno di 17 minuti grazie a un impianto funiviario di tipologia 3S, con nuovi spazi di servizio e commerciali orientati a migliorare la customer experience.

In chiusura, Michele Vietti ha ribadito la necessità di rafforzare il ruolo delle finanziarie regionali nelle politiche di sviluppo: non solo strumenti di sostegno alla liquidità, ma vere leve di crescita di lungo periodo, capaci di attrarre fondi europei e trasformarli in investimenti strategici per competitività, transizione green e coesione territoriale.

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