Parere negativo alla proposta di legge sui distretti del commercio

Quattro i voti contro della maggioranza, un'astensione, quella di Pcp, e due voti a favore del Carroccio.  Sul testo sono stati presentati quattro emendamenti, di cui due dal gruppo Lega VdA e due dal gruppo Rassemblement Valdôtain.
IV Commissione distretti del commercio
Economia

Parere negativo da parte della quarta Commissione “Sviluppo economico”, riunita oggi giovedì 5 ottobre 2023, alla proposta di legge sui distretti del commercio, depositata dai gruppi Lega VdA, FI e Misto nei mesi scorsi. Quattro i voti contro della maggioranza, un’astensione, quella di Pcp, e due voti a favore del Carroccio.

Sul testo sono stati presentati quattro emendamenti, di cui due dal gruppo Lega VdA e due dal gruppo Rassemblement Valdôtain.

“Questo voto arriva dopo un’accurata analisi e un’ampia discussione, iniziate a marzo scorso – spiega il Presidente della quarta Commissione, Roberto Rosaire (UV) -. Nonostante un generale apprezzamento per l’iniziativa legislativa, molte delle considerazioni espresse durante le numerose audizioni condotte hanno manifestato serie perplessità in merito all’effettiva attuazione della legge sul territorio valdostano.”

“Il nostro impegno – prosegue il Presidente Rosaire – è sempre stato quello di garantire che ogni progetto di legge fosse in linea con le reali esigenze del territorio, dei suoi abitanti e, soprattutto, attuabile. In questo contesto, le riserve espresse dalle associazioni di categoria, individuate dalla Lega VdA in quanto firmataria del testo, hanno evidenziato troppe problematicità per rendere effettivamente realizzabili i distretti. Tra cui, per citarne alcuni: il numero troppo esiguo di attività, la disposizione e dimensione dei borghi dei nostri paesi, la difficoltà di aggregare i diversi operatori commerciali, la distanza che separa tra di loro le nostre aziende e la loro diversa dimensione.”

Per la maggioranza è “più opportuno e prioritario rendere strutturale la legge regionale 1/2020 sull’erogazione di contributi straordinari a favore degli esercizi di vicinato. Una legge ormai collaudata: grazie a questa norma, che ha destinato 900mila euro agli esercizi commerciali, sono state sostenute 250 attività e sono state avviate più di 20 nuove attività commerciali”.

La proposta di legge sui distretti del commercio

“Una proposta concreta, operativa e aperta“, “che parte dal basso a supporto degli attori territoriali”. Lega Valle d’Aosta, Forza Italia Vda e Gruppo misto hanno presentato nella tarda mattinata di oggi, in una conferenza stampa, la proposta di legge per promuovere e sostenere i distretti del commercio. 

“Abbiamo un problema, tangibile sopratutto in Bassa Valle, che è quello della desertificazione commerciale, con tante attività che chiudono” evidenzia il primo firmatario Cristian Ganis della Lega VdA, ricordando come altre regioni, quali Piemonte, Lombardia e Veneto, abbiano promosso la creazione di distretti commerciali.

La proposta era arrivata inizialmente sotto forma di ordine del giorno durante la discussione del bilancio regionale.

I distretti del commercio sono ambiti territoriali promossi da comuni, singoli o associati, anche su iniziativa delle associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative per il settore commercio a livello regionale, previo accordo con la Regione. Nella relazione alla proposta di legge vengono definite “entità innovative e organizzate” che “promuovono tra l’altro iniziative nelle quali i cittadini, le imprese e le formazioni sociali liberamente aggregati sono in grado di fare del commercio il fattore di innovazione, integrazione e valorizzazione di tutte le risorse di cui dispone il territorio, per accrescere l’attrattività, rigenerare il tessuto urbano e sostenere la competitività delle sue polarità commerciali”.

L’articolato introduce alla normativa regionale attuale i distretti di commercio, disciplinandoli, e prevedendo dei contributi “a carattere sperimentale nel triennio 2023/2025″ per la costituzione e promozione degli stessi. I criteri per l’individuazione dei soggetti beneficiari, le iniziative agevolabili, l’intensità, le condizioni saranno definiti da una delibera di Giunta. Le risorse previste per il triennio 2023/2025 ammontano a 300mila euro.  

“La nostra proposta è molto semplice” aggiunge il collega Stefano Aggravi “Discipliniamo l’indispensabile per poi lasciare ad una successiva delibera di Giunta l’applicazione”.  La volontà dei promotori è di coinvolgere le associazioni di categoria e gli enti locali.

“Un punto vendita è anche un punto di riferimento per la comunità” sottolinea Pierluigi Marquis di Forza Italia “Venendo meno sarebbe un grave danno per le comunità locali, soprattutto per quelle di montagna”.

“Fino agli anni Novanta uno dei punti di forza per mantenere la gente a vivere in montagna era mantenere le scuole aperte, ora non è più sufficiente” aggiunge Claudio Restano del Gruppo misto.

Accanto alla proposta di legge sui distretti commerciali, i promotori auspicano la modifica della legge sul commercio e del piano marketing, “entrambi strumenti datati”.

Una risposta

  1. Non essendoci più unità produttive, anche la merce locale è scomparsa, quella fatta dalle maestranze italiane, le quali in seguito poi avevano denari da spendere nei negozi. La formula del passato che il commerciante si approvvigionava della merce e la rivendeva apponendogli un sovrapprezzo, è morta! Adesso chiunque può scegliere la merce di qualsiasi produttore e spesso se questo utilizza la logistica di Amazon, riceverla a casa il giorno dopo e ad un prezzo inferiore di quanto l’avrebbe pagata il commerciante. Solo i dealer hanno possibilità di sopravvivere ( essendo loro l’ultimo anello della catena dell’industria, ma se questa ha chiuso, non c’è merce da vendere e clienti con i soldi per comprarla. i DUC sono una sorta di costosissima e inutile linea Maginot contro Amazon ed i centri commerciali. La linea Maginot, non aveva sparato nemmeno un colpo quando i tedeschi terminarono la conquista della Francia ( con i carrarmati e gli aerei, che scavalcarono le difese fisse francesi), Meglio spenderli in un altro modo i soldi e ce sarebbero di soluzioni interessanti, ancora non percorse, nonostante siano già ben collaudate!

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