“Entro l’anno un Confidi unico o chiudiamo i rubinetti”

La posizione presa dal presidente della Regione, Augusto Rollandin, e dall’assessore alle Finanze, Claudio Lavoyer suona come un ultimatum. “Indispensabile un unico consorzio di garanzia fidi per tutte le imprese dei vari settori produttivi”
L'incontro di presentazione del Bilancio regionale
Economia

La posizione presa dal presidente della Regione, Augusto Rollandin, e dall’assessore alle Finanze, Claudio Lavoyer durante l’incontro sulla manovra finanziaria della scorsa settimana con i soggetti economici finanziari valdostani suona come un ultimatum. O si crea un unico consorzio di garanzia fidi per tutti i settori produttivi o la regione chiude i rubinetti. “E’ l’unico modo per fare massa critica e ottenere condizioni favorevoli con le banche”, ha ribadito oggi Rollandin, durante la conferenza stampa della Giunta regionale.
 
“L’altro aspetto che non può più funzionare è che ci sono cinque Confidi convenzionate con 11 banche per un totale di 55 convenzioni diverse. Quindi è indispensabile un’uniformità per avere maggior controllo sull’intervento di denaro pubblico per l’abbattimento del costo del denaro”.
 
L’obiettivo dell’amministrazione regionale che dà contributi pubblici ai Confidi è l’abbattimento del costo del denaro, ma spesso gli istituti bancari applicano condizioni meno favorevoli perché il patrimonio di ogni singolo Confidi non è sufficiente. “Questo viene a cadere se c’è un unico interlocutore che ha la forza per mettere i soldi messi a disposizione della regione. Se non avverrà così non daremo più le risorse” ha minacciato Rollandin.
 
La decisione è stata presa venerdì dalla Giunta regionale e verrà notificata ai Confidi nei prossimi giorni.

Già nello scorso mese di giugno, tra l’altro, si era riunito il tavolo misto composto dalla Regione e dalle banche cercherà di capire  perché il costo del denaro  sia nettamente più elevato in Valle d’Aosta rispetto ad altre regioni italiane. Da una ricerca presentata durante la “Giornata dell’Economia 2010” organizzata dalla Camera di Commercio, era emerso che i prestiti a breve termine presentavano tassi di interesse di mezzo punto percentuale in più rispetto al Piemonte e 2 punti in più rispetto a Bolzano. Un dato che aveva fatto “saltare dalla sedia” il Presidente della Regione.  

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