Estate di lacrime e sangue per il turismo valdostano. E ferragosto non salva la stagione

Anche senza dati ufficiali, la sensazione parlando con chi di turismo vive, è che la crisi c'è e si sente. Turismo concentrato nel weekend, italiani in calo, zoccolo duro del turismo straniero di prossimità.
Case Walser a Edelboden
Economia

Tutta colpa della meteo oppure, a sentire la presidente dell’Aiat, Cristina Galassi, colpa dei giornali, pronti a gridare sempre e comunque alla crisi anche quanto questa non è ancora manifesta nei numeri?
Il luglio scorso si prospetta, ma mancano ancora i dati ufficiali, così nero che probabilmente tutte e due le ipotesi sono vere, assieme a chissà quante altre: recessione, modello Valle d’Aosta poco attraente, strutture chiuse, vedi Valtur….
A sentire infatti, chi di turismo vive, la crisi c’è e si sente.

Non a caso, infatti, l’associazione degli albergatori della Valle d’Aosta ha convocato un consiglio direttivo straordinario per analizzare la situazione. “Non è ancora il caso di parlare senza avere le cifre sotto mano, faremo le considerazioni opportune con i dati ufficiali – afferma il direttore dell’Adava, Emilio Conte – certamente gli operatori del settore e le istituzioni devono prendere contromisure e trovare soluzioni insieme”. Secondo Conte giugno e luglio sono stati momenti di sofferenza, e non è la settimana di Ferragosto che può salvare un’intera stagione. “La profonda crisi di questa estate – sottolinea Conte – è soltanto la febbre di una malattia che ha avuto un lungo periodo di incubazione. La crisi è realtà in tutto il panorama nazionale, ma in Valle hanno patito località come Cogne che solitamente tengono”.

Secondo Marco Xausa del Consorzio Monte Bianco “fino al 20 luglio il tempo non è stato clemente è questo ha certamente influito. Da noi hanno tenuto i weekend e alcune categorie di alberghi come i 4 stelle. Un calo sicuramente c’è stato anche sul fronte del turismo delle seconde case che se prima soggiornavano nel nostro comprensorio anche per 40 giorni oggi, spesso, preferisco andare e tornare diverse volte. La stagione vera e propria è partita il 15 agosto e ad oggi abbiamo quasi il tutto esaurito con l’80% di posti occupati. “

Andamento turistico lontano dalle stagioni “d’oro” del passato per Piero Roullet, titolare a Cogne di una delle più prestigiose strutture alberghiere della Valle. La fotografia che presenta l’ex Presidente della Chambre è quella di un turismo caratterizzato da soggiorni sempre più brevi, una pagina già letta dunque, da non considerare però negativamente “Non è grave – precisa Roullet – soggiorni corti significa soggiorni più numerosi durante l’anno. Preoccupante è il fatto invece che la richiesta sia concentrata solo nei week-end con la relativa difficoltà a riempire le strutture nei restanti giorni della settimana”. Lo zoccolo duro è rappresentato dal turismo di prossimità. “L’impressione è che ci siano un po’ più di turisti stranieri, che colmano le assenze degli italiani, ma è un tipo di clientela ancora lenta, proveniente da quei nuovi paesi che si sono affacciati da poco sull’Europa”.

A Cervinia il quadro rispecchia l’andamento turistico di altre località “Non c’è molto da dire  – commenta Pierluigi Hosquet, titolare dell’Hotel Ristorante Cime Bianche – il pienone non si è visto e a Ferragosto, continua un trend negativo che ormai va avanti da anni. Abbiamo visto meno clientela rispetto ai mesi di luglio e agosto dell’anno scorso. Certo non c’è paragone con la stagione invernale che per noi è il toccasana del bilancio annuale”. Qualche straniero in più si vede anche qui, che ossigena la carenza di italiani.

A fargli eco i titolari dell’Hotel Chalet Valdotain di Breuil – Cervinia “Siamo lontani anni luce dal tutto esaurito – commentano – abbiamo avuto un mese di luglio con meno clienti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Agosto è sulla stessa linea. A Ferragosto, e parliamo di 4 – 5 giorni, abbiamo avuto qualche cliente in più. Si tratta comunque di brevi periodi, chi fa vacanze un po’ più lunghe sono i clienti affezionati, per gli altri di parla di 3 – 4 giorni. Certo Cervinia non è una metà estiva molto ambita, altro discorso è per l’inverno. In paese di gente per le vie se ne vede comunque troppo poca, si rischia di non ricoprire le spese di gestione dell’attività”.

Di tutt’altro avviso la presidente dell’Aiat, Cristina Galassi, “non è poi vero che tutto è nero, a fine giugno tutti si piangevano addosso perché sembrava che la stagione avesse mal debuttato, in realtà i dati parlano di un +4,6%, certo è vero che qualche struttura importante, vedi Valair manca all’appello, ma le presenze hanno tenuto e a sorpresa, mentre tutti parlavano di italiani volati verso altre destinazioni, in realtà abbiamo scoperto come sono proprio loro quelli che registrano incrementi. “

Sulla stessa linea di giugno, per la Galassi, anche luglio e agosto anche se, secondo la presidente dell’Aiat “non è giusto gettare allarme e diffondere dati catastrofici a metà stagione, perché questo non fa bene al turismo. Un qualsiasi turista che legge i nostri giornali non è certo invogliato a venire in una regione che tutti presentano come arretrata dal punto di vista turistico e con poche presenze. Forse è meglio cambiare registro e presentarsi al meglio.”

Silvia Savoye

Moreno Vignolini 

Domenico Albiero

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