Sono 6672 su un totale di 12.286 le imprese potenzialmente green in Valle d’Aosta. A dirlo è uno studio condotto dalla Chambre Valdotaine, presentato al Salone del Gusto di Torino. Un settore in grado di portare un valore aggiunto di oltre 1 miliardo di euro: 447 milioni dalle costruzioni, 168 milioni dalla ristorazione, 153 milioni dall’energia e 112 milioni dagli alberghi. La situazione attuale vede poco meno di 1200 imprese che negli ultimi anni hanno deciso di investire in prodotti o processi produttivi green. Nonostante l’esiguo numero di imprese, il 27,3% del totale, la Valle d’Aosta risulta comunque al secondo posto dietro al Trentino nel Rapporto Greenitaly 2011 elaborato da Unioncamere e Fondazione Symbola.
Nell’indice di Green Economy, elaborato dalla Fondazione Impresa, sulla base di 18 indicatori relativi ai settori dell’energia, agricoltura, qualità ambientale di prodotti e imprese, mobilità edilizia, rifiuti e turismo, la Valle d’Aosta ottiene uno score di 0,440 (Il Trentino prima ha un indice di 1,145). I punti di forza segnalati riguardano l’alta produzione di energia da fonti rinnovabili da spendere nell’immagine “verde” della regione, la diffusione di allevamenti biologici e l’ampio utilizzo della detrazione fiscale del 55% che dimostra un interesse nei confronti della riqualificazione energetica in edilizia. I punti deboli riguardano invece la mobilità, la gestione dei rifiuti e il turismo. Inoltre nell’indice di green economy vengono segnalate politiche “green” a macchia di leopardo ovvero i buoni risultati in alcuni settore sembrano rappresentare più l’esito di un processo spontaneo che il frutto di una progettazione politica specifica, trasversale e a lungo termine.
