L’imprenditoria culturale italiana è in ripresa, e le prospettive future sono ottimiste anche in Valle d’Aosta. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Impresa Cultura Italia–Confcommercio, realizzato in collaborazione con SWG, che fotografa un Paese che torna a investire in cultura dopo gli anni difficili della pandemia.
Dal report si legge che, nel 2025, a livello nazionale, la spesa media mensile delle famiglie italiane per consumi culturali è salita a 94 euro, in crescita rispetto ai 90 del 2024. Ripresa significativa – spiega una nota Confcommercio – anche se ancora distante dai 113 euro registrati prima della pandemia.
Tra le attività culturali più partecipate emergono le feste popolari, sagre e manifestazioni folkloristiche (53 per cento), seguite dalle visite a musei, mostre e siti archeologici (50 per cento), cinema (48 per cento), spettacoli all’aperto (42 per cento) e concerti (39 per cento).
“Questi dati rappresentano un’opportunità concreta anche per la Valle d’Aosta – dice Chiara Fabbri, presidente Impresa cultura Valle d’Aosta –. Il nostro territorio, ricco di tradizioni secolari, sagre paesane e manifestazioni folkloristiche, si trova in una posizione privilegiata per intercettare questa rinnovata domanda culturale. Le nostre feste tradizionali, dalle celebrazioni della Saint-Ours alle sagre enogastronomiche nei comuni, rappresentano esattamente ciò che gli italiani cercano: esperienze autentiche capaci di generare emozione e coinvolgimento”.
Il comparto audiovisivo – prosegue la nota – ha ormai recuperato i livelli pre-pandemici, mentre concerti, teatro e rassegne all’aperto mostrano una crescita ancora più marcata, superando i risultati del 2019.
“Una tendenza particolarmente significativa per la Valle d’Aosta, che ospita numerosi festival, tra cui Present! Festival, un vero e proprio punto di incontro e confronto per le realtà più interessanti e originali nel panorama dell’inclusività, e il Cactus Festival, Il festival del cinema sostenibile, inclusivo e accessibile dedicato a chi è bambino oggi e a chi non ha dimenticato di esserlo stato – dicono ancora da Confcommercio –. Entrambe le manifestazioni sono supportate da Impresa Cultura VdA nell’ambito della promozione del territorio e dello sviluppo dell’economia locale legata al turismo culturale”.
“La cultura non è più percepita solo come strumento di conoscenza, ma come esperienza di vita – aggiunge la presidente Fabbri –. Questo cambiamento di prospettiva valorizza ancora di più le nostre peculiarità: i nostri musei etnografici, i siti archeologici, i castelli medievali e soprattutto le nostre tradizioni viventi diventano attrattori di un turismo culturale in crescita”.
Non solo: “La formazione è fondamentale per saper leggere e governare queste trasformazioni – sottolinea ancora Fabbri –. Le nostre imprese del commercio, del turismo e dei servizi devono dotarsi delle competenze necessarie per interpretare i nuovi bisogni dei consumatori e sviluppare offerte culturali integrate. Come Impresa Cultura Valle d’Aosta stiamo già lavorando per mettere in rete le nostre imprese culturali, turistiche e commerciali creando sinergie che possano trasformare questa ripresa della domanda culturale in crescita economica per tutto il territorio valdostano“.
L’Osservatorio rileva anche che per oltre due italiani su tre le iniziative culturali rendono le città più vivibili e sostengono le economie locali. “Un dato che conferma l’importanza strategica degli investimenti culturali e formativi per lo sviluppo territoriale”, chiude Confcommercio.
