La crisi economica nazionale e internazionale, aggravatasi ulteriormente negli ultimi mesi, investe anche le imprese locali. A dipingere con tinte scurissime il quadro della situazione economica nella nostra Regione è l’indagine previsionale del quarto trimestre 2011 condotta da Confindustria Valle d’Aosta.
“L’indice di produzione delle imprese valdostane – si legge nel rapporto – si riduce rispetto al periodo precedente, facendo registrare un dato negativo dopo sei trimestri positivi, mentre gli ordini totali risentono della caduta degli ordinativi export, che brucia il risultato del trimestre precedente”.
Dalle risposte delle imprese intervistate, emerge “un raffreddamento delle attese sull’evoluzione della congiuntura nei prossimi 3 mesi”. Secondo la ricerca, “gli investimenti continuano a essere deboli, anche se si evidenzia una punta di ottimismo che porta al 30% le imprese che hanno programmi per ampliamenti”.
Sul fronte dell’occupazione la tendenza delle imprese, “benché evidenzi una contrazione di circa 3 punti percentuali, rimane su valori positivi: il 77% delle imprese campione prevede di mantenere costante l’occupazione contro il 5% che prevede in diminuzione”.
“La situazione di liquidità – si legge ancora – continua a essere uno dei punti critici al quale si è aggiunto il peso del costo del denaro scattato ai primi di settembre, con un maggiore incremento dello spread. Questo rincaro penalizza ulteriormente quanti avevano programmato di intervenire con innovazioni e nuovi acquisti”.
Non nasconde la sua preoccupazione Monica Pirovano, presidente di Confindustria Valle d’Aosta. “Il quadro che emerge è molto critico e non delinea una ripresa, ma piuttosto una forte contrazione dell’attività manifatturiera e dei servizi, sottolineata anche dalla riduzione della previsione della produzione”.
In particolare, prosegue Pirovano, “la struttura del carnet ordini risente della debolezza e irregolarità della domanda, con un ridimensionamento dei programmi di lavoro e una flessione degli ordini oltre tre mesi. Si delinea un rallentamento della ripresa, motivato solo in parte dalla stagionalità del trimestre invernale, che interessa sia il manifatturiero che i servizi e le imprese che operano sia sul mercato estero, sia interno”.

