“La crescita è ancora debole, incerta e soggetta a frequenti rallentamenti”

E' la fotografia scattata dalla consueta indagine congiunturale trimestrale di Confindustria, realizzata su un campione significativo di imprese.
Economia

Piccoli segnali di ripresa ma l’economia valdostana rimane ancora fragile e ha bisogno di più tempo per ritornare ai livelli pre-crisi. E’ la fotografia scattata dalla consueta indagine congiunturale trimestrale di Confindustria, realizzata su un campione significativo di imprese.

In linea con l’andamento nazionale il trimestre in esame (luglio -settembre)  registra un leggero rallentamento del clima delle aspettative degli imprenditori, dopo l’inversione di tendenza registrata a inizio anno.
Rispetto al trimeste precedente la produzione e i nuovi ordini ritornano su livelli negativi, mentre il saldo ottimisti-pessimisti resta positivo per l’export e gli investimenti. Cresce nel contempo la percentuale degli intervistati che nel complesso registra una stabilizzazione delle aspettative.

“Le nostre imprese dimostrano capacità di reazione, ma il sentiment degli imprenditori per i prossimi mesi resta negativo – commenta il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta Paolo Giachino. La situazione è complessa e tanti sono i fattori esterni destabilizzanti: terrorismo internazionale, migrazione, rallentamento degli emergenti, effetti della Brexit. La crescita, anche a livello nazionale, è troppo debole, incerta e soggetta a frequenti rallentamenti e ricadute perché si possa pensare che con questo trend si possa tornare ai livelli pre-crisi in tempi accettabili. Le misure messe in cantiere dalla Regione vanno nella direzione giusta per liberare risorse da destinare al sistema produttivo, ma da sole non sono sufficienti”.

Il 53% degli intervistati indica un grado di utilizzo degli impianti superiore all’80% e l’occupazione rimarrà stabile per il 76% degli intervistati mentre cala ulteriormente la previsione di ricorso alla cassa integrazione da 10 a 5 punti nel prossimo trimestre, assestandosi su livelli fisiologici. La previsione delle esportazioni per il prossimo trimestre si indebolisce ulteriormente, ma rimane su
valori positivi, dal 21,05% al 15%.

Per i prossimi tre mesi gli imprenditori prevedono un aumento del  carnet ordini da uno a tre mesi, quello per meno di un mese
resta stabile e si riduce quello oltre i tre mesi. Il 40% circa degli intervistati lamenta ritardi nei pagamenti, in flessione rispetto al trimestre precedente, mentre si allungano i tempi medi di pagamento che arrivano a 82 giorni, salvo ridursi da 76 a 59 giorni per la Pubblica Amministrazione.

Gli investimenti registrano un lieve rallentamento, ma restano sostanzialmente stabili. Le previsioni evidenziano un 17% per ampliamenti (19% nel secondo trimestre) e un 26% per sostituzioni (29% nel secondo trimestre).
 

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