La protesta dei lavoratori della “Union Security”: “La nostra situazione è grave”

L’istituto è insolvente nei confronti dei dipendenti per circa 77 mila euro. La società ha molti debiti e le cose non sono buone. La Union Security si occupa della sicurezza del tribunale, oltre che di alcuni privati e dell’autoporto.
Economia

“La nostra è una situazione delicata e grave’’ è lo sfogo dei dipendenti dell’istituto di vigilanza Union Security di Pollein, a cui è stata revocata la licenza e dal primo novembre non potranno più lavorare.
“Siamo stati accusati di essere stati tolleranti nei confronti dell’azienda – spiega Vincenzo Arena, caposervizio dell’istituto, che parla a nome di tutti i dipendenti, sette con lui – e non aver fatto nulla. E’ vero, era da luglio che avevamo esattamente capito che la società non aveva futuro, che non c’erano più soldi, ma ovviamente abbiamo sperato, creduto fino all’ultimo che si potesse trovare una soluzione. Ora, la situazione è precipitata. La ditta è fallita. Non ci sono più soldi e dal primo novembre è ufficialmente chiusa. Ma la situazione è terribile. Ci devono gli stipendi di agosto, settembre, ottobre, oltre alla quattordicesima di luglio e ai contributi degli ultimi quattro mesi. Qui ci sono intere famiglia in grave difficoltà. Da mesi non riescono a pagare l’affitto e a fare fronte alle spese’’.

L’istituto è insolvente nei confronti dei dipendenti per circa 77 mila euro, soldi che ovviamente rischiano di non vedere più. Infatti, la società ha molti debiti e le cose non sono certo rosee. La Union Security si occupa della sicurezza del tribunale, oltre che di alcuni privati e dell’autoporto. In oltre, è l’unico istituto di vigilanza che ha l’autorizzazione Enac, ovvero quella per poter operare negli aeroporti. Ma per loro non c’è futuro. La chiusura è definitiva.
“Non siamo arrabbiati con l’amministratore unico – continua Arena – che ha fatto tutto quello che poteva per mantenere i posti di lavoro. Ha messo i soldi di tasca propria, fintanto che ha potuto. Ora, le cose sono precipitate. A febbraio, pensavamo che il Billa, che ha preso il posto del supermercato Standa, ci rinnovasse l’appalto, ma così non è stato. Per cui, la crisi economica si è aggravata. Abbiamo perso una commissione importante. La prossima settimana vogliamo chiedere un incontro con il prefetto, per cercare di capire cosa si può fare. Per il momento nessuno di noi ha firmato contratti con gli altri istituto di vigilanza, anche se si parla che cinque verranno integrati, uno andrà a Torino e rimane ancora tutto da capire la posizione del settimo dipendente. Ma non ci sono ancora certezza. Unica cosa certa, che la vigilanza del tribunale verrà fatta dalla Union Securty fino al 31 dicembre, data in cui scade l’appalto. Noi eravamo lì da tre anni. Per cui, per quanto riguarda il nostro futuro lavorativo non c’è nulla di certo. Ora, chiediamo che qualcuno si prenda carico della nostra situazione’’.

Intanto, la polizia di Aosta ha denunciato per l’inosservanza e violazioni del regolamento del questore l’amministratore della società, R.D.P., di Torino.
Sicuramente, in tutta questa storia ci rimettono i lavoratori. Che non solo rischiano di non essere integrati in maniere definitiva negli altri istituti di vigilanza, ma soprattutto non ricevere un centesimo dei soldi che la società deve loro.

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