Negli ultimi anni l’energia è tornata al centro del dibattito pubblico, anche in Valle D’Aosta. Crisi geopolitiche che hanno fatto oscillare i prezzi dei carburanti fossili e cambiamenti climatici sempre più evidenti hanno reso necessario puntare su soluzioni alternative.
Tra queste, ci sono le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). A tutti probabilmente sarà capitato di sentirne parlare, ma che cosa sono davvero e a che punto siamo con la loro attivazione in Italia e in Valle d’Aosta?
Che cosa sono le CER e cosa prevede il PNRR per la loro attivazione
Le CER sono soggetti giuridici costituiti da cittadini, imprese ed enti pubblici che si uniscono per produrre, consumare e condividere energia rinnovabile a livello locale. Non si tratta solo di soluzioni tecniche, ma puntano a un vero e proprio cambio di paradigma: da un sistema di distribuzione centralizzato a uno diffuso e partecipato, che garantisca maggiore autonomia energetica ai territori.
In Italia, a spingerle è stato soprattutto il PNRR, che ha previsto un’importante misura per favorire l’installazione sul territorio nazionale di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
L’obiettivo di nuova potenza installata a servizio di comunità energetiche rinnovabili e gruppi di autoconsumatori collettivi era inizialmente fissato a 1.730 MW.
Per raggiungere questo target nel 2021 era stato definito un importo iniziale di 2,2 miliardi di euro, sulla base di simulazioni che ipotizzavano un sostegno interamente erogato sotto forma di prestiti a tasso zero fino al 100% dei costi ammissibili.
Poi, però, un taglio dei fondi ha cambiato le cose. Per adottare una modalità che rispecchiasse maggiormente la reale dinamica attuattiva e le esigenze finanziarie delle potenziali iniziative, il sostegno è stato trasformato da prestiti a contributi a fondo perduto. L’intensità massima è stata ridotta al 40% dei costi ammissibili, per garantire il rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.
Queste modifiche hanno inceppato il processo di costituzione delle CER. Mentre l’obiettivo di potenza rimaneva invariato, il fabbisogno reale di risorse PNRR risultava infatti molto inferiore e il MASE ha tagliato le risorse disponibili, portandole da 2,2 miliardi a 795,5 milioni.
Il vero problema, in realtà, è nato dalle tempistiche con cui questo taglio dei fondi è stato comunicato. L’annuncio della rideterminazione della dotazione finanziaria è stato dato il 21 novembre 2025. A pochi giorni di distanza, quindi, dalla chiusura del portale per la presentazione delle richieste prevista per il 30 dello stesso mese, data che molti proponenti si erano segnati sul calendario nella certezza che la capienza della misura fosse ancora ampia.
Le risorse richieste al 30 novembre 2025 hanno raggiunto così 1 456 milioni di euro, lasciando, di conseguenza, senza finanziamenti PNRR interventi per oltre 660 milioni.
A che punto siamo con le CER in Valle d’Aosta?
In Valle d’Aosta, le pratiche PNRR, al netto delle richieste annullate e non ammissibili, sono state 201, per un totale di oltre 7 MW di potenza e 3,67 milioni di contributi richiesti.
La nostra Regione è al primo posto nazionale per numero di richieste di contributo PNRR per ogni mille abitanti.
Il territorio valdostano ha quindi saputo cogliere questa importante occasione. Una volta che gli impianti entreranno in funzione, le comunità energetiche partiranno con una buona base di impianti con cui produrre e condividere energia pulita di prossimità.
Tutto ciò è anche il frutto di un lavoro di comunicazione e pianificazione che ha visto l’amministrazione regionale impegnata su più fronti per favorire lo sviluppo delle CER. Tanti sono stati gli eventi di formazione e informazione sul territorio, con il coinvolgimento delle PMI e il supporto a CVA nel progetto CVd’A, che ha portato alla realizzazione di pre-studi di fattibilità per enti locali.
Mentre il COA energia di Finaosta ha partecipato a due importanti progetti che superano i confini regionali, RECROSSES e RENOSS, a cittadini, progettisti ed enti locali è stato fornito un supporto quotidiano sul tema tramite lo sportello Info Energia Chez Nous.
A sostenere l’attivazione delle CER è stata però soprattutto l’approvazione della legge regionale 15/2024, che promuove lo sviluppo dell’autoconsumo diffuso.
Questa legge ha trovato applicazione attraverso l’approvazione di due avvisi per la concessione di contributi.
Il primo avviso è nato dall’esigenza da parte dei Comuni valdostani di supporto nell’analisi di questa materia nuova e complessa.
Gli enti locali hanno così potuto finanziare le spese necessarie alla predisposizione di studi di prefattibilità, volti allo sviluppo dei progetti e alla costituzione di CER. Quattro sono state le domande presentate su questo avviso da parte delle Unités des Communes Valdôtaines. Cinquanta i Comuni coinvolti, per un totale di 12 cabine primarie coinvolte su 16 a livello regionale.
A marzo 2025 è stata poi approvata la seconda misura che ha previsto l’erogazione di contributi per la realizzazione di impianti ubicati nel Comune di Aosta. Fino all’approvazione di un decreto ministeriale nel mese di maggio 2025, infatti, erano esclusi dal contributo PNRR i Comuni con più di 5000 abitanti.
L’apertura del PNRR ai Comuni fino a 50 000 abitanti ha fatto sì che su questa misura non siano ancora pervenute richieste di contributo, dal momento che i beneficiari si sono orientati verso i contributi nazionali, ma la misura è ancora attiva per accogliere domande fino a novembre 2026.
Quali sono oggi i numeri delle CER registrate in Valle d’Aosta, a due anni dalla nascita della prima? Secondo i dati riportati nella piattaforma di monitoraggio del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), al 31 marzo 2026 le CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile) con contratto attivo o in fase di finalizzazione presso il Gestore dei Servizi Energici erano 17 di cui 9 CER per un totale di 41 clienti associati all’interno delle comunità energetiche.
Questo valore rappresenta un dato parziale che è sicuramente destinato a salire con l’entrata in esercizio degli impianti finanziati dal PNRR.
