“La Valle d’Aosta è la Regione in cui i suicidi sono più frequenti”

Il Rapporto Osservasalute 2014, l'analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni presentata oggi a Roma, segnala inoltre la Valle per la migliore gestione delle fratture del collo del femore.
L'ospedale regionale Umberto Parini
Economia

"La Valle d’Aosta è la Regione con la migliore gestione delle fratture del collo del femore e con i suicidi più frequenti". Sono questi i due primati valdostani segnalati dal Rapporto Osservasalute 2014, l’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane, presentata oggi a Roma all’Università Cattolica. 

In Valle d’Aosta, infatti, ben l’85,2% dei pazienti che hanno riportato tale frattura è operato entro 2 giorni (valore medio italiano di 50,2%). "La frattura del collo del femore, evento frequente nella popolazione anziana  – spiega una nota –  è un ottimo modo per valutare la qualità dell’assistenza ospedaliera in quanto, se non trattata a dovere, è spesso causa di peggioramento della qualità di vita, di disabilità e/o di mortalità. Infatti, diversi studi hanno dimostrato che lunghe attese per l’intervento per questa frattura corrispondono a un aumento del rischio di mortalità e di disabilità del paziente, aumento delle complicanze legate all’intervento e minore efficacia della fase riabilitativa."

Il secondo primato, negativo, vede invece la Valle d’Aosta al primo posto in Italia per suicidi: il tasso standardizzato è pari all’11,08 per 100.000, il tasso più elevato in Italia, a fronte di un valore medio nazionale di 7,32 per 100.000 fra i soggetti con 15 anni e oltre. I tassi più alti riguardano le classi di età fra i 65 e i 74 anni e 75 e oltre: rispettivamente 25,56 per 100.000 (valore medio italiano 9,72) e 30,49 per 100.000 (valore medio italiano 12,85).

Pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di
Roma e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”, il Rapporto è frutto del lavoro di 195 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio  italiano, che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali. 

Sempre più anziani
In Valle d’Aosta nel 2013 l’11,0% dei cittadini ha tra 65 e 74 anni, a fronte di una media nazionale del 10,6%, mentre le persone tra 75 e 84 anni sono il 7,6% della popolazione regionale, a fronte di una media nazionale del 7,6%. Gli anziani di 85 anni ed oltre sono il 3,1% della popolazione regionale, a fronte di una media nazionale del 3,0%.
Tanti anziani ma con un’aspettativa di vita migliore. Dal 2002 al 2012 i maschi hanno guadagnato ben 4,8 anni di vita – il guadagno maggiore in Italia (gli anni guadagnati in media in Italia nello stesso periodo sono 2,4), passando da una speranza di vita alla nascita di 74,8 anni (valore medio italiano 77,2 anni) a una di 79,6 anni (valore medio italiano 79,6). Nello stesso arco di tempo le femmine hanno guadagnato 2,1 anni di vita – il guadagno maggiore in Italia (guadagno medio italiano 1,4 anni), passando da 82,2 anni
(valore medio italiano 83,0 anni) a 84,3 (valore medio italiano 84,4 anni).
Tra le cause di morte – la mortalità nel 2011 era  di 110,9 per 10.000 abitanti tra i maschi, contro una media nazionale di 106,0 per 10.000 e di 62,3 per 10.000 tra le donne (media nazionale di 67,1) –  la Valle d’Aosta presenta, nella classe di età 19-64 anni, una mortalità per tumori tra i maschi pari a 10,7 per 10.000 (valore medio nazionale di 10,2 per 10.000) mentre tra le femmine è pari a 8,1 per 10.000, (valore medio nazionale di 7,7).

Sempre meno fumatori ma tanti a rischio dipendenza di alcol, soprattutto fra i giovanissimi
Nel 2013 la quota di fumatori è pari al 18,0%  della popolazione regionale di 14 anni e oltre contro la media italiana del 20,9%.  Gli ex-fumatori sono il 24,3% (23,3% valore italiano), mentre i non fumatori sono il 56,7% della popolazione regionale di 14 anni e oltre (valore medio nazionale 54,7%). 
Cresce la prevalenza di consumatori a rischio fra gli 11 e i 17 anni, il  34,4% dei maschi (valore medio italiano 22,0%), il  28,2% per le femmine (valore medio italiano 17,3%), per un totale del 32,1% dei giovani in questa fascia d’età (valore medio italiano 19,7%). 
Nella fascia d’età fra i 18 e i 64 anni la percentuale è del 27,6% fra i maschi (valore medio italiano 19,5%) e del 13,3% delle femmine (valore medio italiano 8,7%). Il totale dei consumatori a rischio è il 20,5% degli individui in questa fascia d’età (valore medio italiano 14,1%).

Crescono i tagli cesarei
Nel 2011 la quota dei tagli cesarei era del 31,15% passata nel 2013 al  33,56%, contro la media nazionale di 36,5%.  Il tasso di mortalità infantile nel triennio 2009-11 è pari a 1,85 per 1.000 nuovi nati contro un valore medio nazionale di 3,23.
Il tasso di mortalità neonatale nello stesso periodo è di 1,06 per 1.000 contro un tasso medio di 2,34.

Consumo di farmaci
Nel 2013 la Valle d’Aosta presenta un consumo di 947 DDD/1.000 ab die, a fronte di un valore medio nazionale di 1.032. Sempre nel 2013 la spesa pro capite per consumo di farmaci a carico del SSN in Valle d’Aosta è pari a 163,7 euro (la media nazionale di 187,7 euro).
"I cittadini spendono non poco di tasca propria – spiega la nota –  per acquistare farmaci forniti dal SSN:infatti se si osserva l’indicatore  farmaceutica pro capite per ticket e compartecipazione, che esprime la spesa che il cittadino deve sostenere per accedere all’assistenza farmaceutica erogata dal servizio sanitario pubblico, si vede che in Valle d’Aosta ogni cittadino spende di tasca propria il 7,2% della spesa pro capite totale (valore medio italiano 12,8%). Il sistema dei ticket può influire su un accesso equo all’assistenza farmaceutica, potenzialmente penalizzando i soggetti a più basso reddito e quelli con polipatologie croniche".

Buona la gestione ospedaliera
La Regione presenta un tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime ordinario pari a 134,9 per 1.000 (2013), a fronte di un valore medio italiano pari a 115,9 per 1.000. Il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime di Day Hospital è pari a 54,9 per 1.000, mentre la media nazionale è di 39,6 per 1.000.
Il tasso standardizzato complessivo di dimissioni ospedaliere (ovvero in regime ordinario e in Day Hospital) è pari a 189,8 per 1.000; il valore medio nazionale è pari a 155,5 per 1.000.
Nel 2013 la Valle d’Aosta presenta una Degenza Media Preoperatoria standardizzata pari a 1,32 giorni, a fronte di una media nazionale di 1,78. 

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