“L’Irsee va migliorato”. I sindacati studiano chi lo richiede per valutare le criticità

L'Irsee ovvero l'indice regionale socio-economico va migliorato. A dirlo sono la Cisl, la Uil e il Savt che hanno presentato un'indagine sulle famiglie valdostane che nel 2009 hanno chiesto ai propri Caaf di farsi compilare la DSU necessaria per l'Irsee.
Guido Corniolo -Savt
Economia

L’Irsee ovvero l’indice regionale socio-economico va migliorato. A dirlo sono la Cisl, la Uil e il Savt che hanno presentato oggi un’indagine sulle famiglie valdostane che nel 2009 hanno chiesto ai propri Caaf di farsi compilare la Dichiarazione sostitutiva unica necessaria appunto per ottenere l’Irsee.

Il campione analizzato, composto da 4821 famiglie, rappresenta spiegano i sindacati “uno spaccato più che reale della società valdostana e in particolare di quella fascia più debole, che ricorre in modo massiccio alle provvidenze regionali in campo sociale”.

“Siamo stati chiamati dall’Assessorato alla Sanità – ha sottolineato Riccardo Monzeglio, segretario della Cisl Vda  – ad un confronto sull’Irsee e abbiamo deciso quindi di arrivare con in mano uno studio che fosse in grado di dare conto delle criticità attualmente presenti”. Il confronto sull’Irsee sarà in seguito portato avanti anche con altri assessorati che erogano provvidenze come l’Istruzione per le borse di studio o ancora i lavori pubblici per i contributi agli affitti.

Delle 4821 famiglie esaminate, rappresentative di circa la metà della popolazione valdostana, la maggior parte, il 60% circa, ha un reddito tra lo 0 e i 15 mila euro. Percentuale che tocca il 70% quando il nucleo è monofamiliare.  La metà delle famiglie analizzate, circa il 49%, ha figli e il 46% vive in affitto.

I sindacati hanno poi voluto approfondire l’indagine andando a analizzare le famiglie composte da ultra 75enni “nell’ottica di valutare quei cittadini che utilizzano le strutture residenziali quali le micro comunità, gli ambulatori o ancora le badanti”. La maggior parte degli ultra75enni, il 71% vive da solo e ha un reddito tra 0 e 20mila euro. Delle 940 famiglie di ultra 75enni il 30% vive in un alloggio gratuito o è ricoverato in strutture residenziali.

“Attraverso questo studio e il successivo confronto con l’Amministrazione regionale – ha spiegato Ramira Bizzotto della Uil – vogliamo dare delle risposte a quei cittadini che oggi per alcuni parametri mal tarati sono esclusi da alcuni servizi o contributi importanti, soprattutto in un momento come quello attuale di crisi”. Secondo i sindacati la dimostrazione di come la crisi economica si stia facendo sentire anche in Valle arriva anche dall’aumento, + 20% nel 2010, delle persone che hanno compilato l’Isee chiedendo quindi contributi.

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