“Respingiamo con sdegno le accuse dei sindacati e chiediamo che siano rettificate, a tutela non solo dell’immagine dell’Usl, ma anche in difesa del lavoro svolto da tutto il personale dell’azienda”. Non sono andate giù al direttore generale dell’Usl, Stefania Riccardi, le dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana da Cgil, Cisl, Uil e Savt. “Sono state fatte delle affermazioni gravi – ha spiegato questa mattina in una conferenza stampa – e soprattutto false”. Alle quali ha quindi ribattuto punto per punto.
In sala operatoria niente di illecito
“In primo luogo – ha esordito Riccardi – non è vero che si fa un utilizzo illecito delle sale operatorie. Bisogna fare una distinzione fondamentale tra la libera professione a pagamento dell’utente, regolamentata con norme contrattuali ben definite, per la quale beneficiano tutti i membri dell’équipe che compie un’operazione, e la libera professione nell’interesse dell’azienda, attivata con fondi regionali per abbattere le liste di attesa, attraverso la quale sono svolti interventi in “day surgery”, con turni aggiuntivi su base volontaria e durante il normale orario istituzionale degli infermieri”.
Liste di attesa ridotte al minimo
Secondo i vertici dell’Usl, inoltre, “le liste di attesa non sono affatto lunghe come affermato dai sindacati. Per verificarlo basta fare un rapido controllo sul nostro sito internet e in ogni caso i dati riguardanti gli interventi effettuati “privatamente” parlano da soli: sono pochissimi, a dimostrazione del fatto che il servizio pubblico è altrettanto rapido ed efficiente.Resta ancora critico il solo tempo di attesa per l’intervento di cataratta, per il quale, comunque, si è provveduto ad incrementare le sedute operatorie".
Stipendi più bassi che altrove
Secondi sindacati, in Valle d’Aosta, gli stipendi di medici, dirigenti e dipendenti del comparto sarebbero decisamente più alti delle medie nazionali. “Anche questa è una bufala – ha contestato il direttore dell’Usl – perché nelle altre realtà non vengono conteggiate tutte le voci aggiuntive. Alla luce di questi dati, i nostri stipendi sono il 20% più bassi di quelli percepiti a Trento e Bolzano”.
Nessun caso di malasanità
E i quattro casi di malasanità in Valle d’Aosta? “Falso anche questo: non ci risultano né denunce né casi pendenti: i dati a cui si fa riferimento sono quelli riportati dalla Commissione parlamentare di inchiesta presieduta dal Senatore Leoluca Orlando, e già fortemente criticati dallo stesso Ministero della Salute: va precisato che gli stessi sono frutto di segnalazioni degli utenti, non filtrati dal sistema. ”.
I precari saranno riassunti
Anche sulla situazione dei precari, la prospettiva dell’azienda è differente. “Innanzitutto il limite del 7% di precari assumibili per legge non esiste più dal 2003 – ha continuato Riccardi – e comunque abbiamo informato le OO.SS., attraverso l’invio di ben tre note tra ottobre e novembre, riguardo alla decisione di riconfermare anche per il 2012, alle stesse condizioni applicare quest’anno, tutto il personale assunto a tempo determinato”.
Tentativo di contrapporre comparto e dirigenza
Altrettanto contrariati l’assessore alla Sanità Albert Lanièce e i primari dei vari dipartimenti che hanno voluto fare fronte comune presentandosi in massa alla conferenza stampa di questa mattina. “Si tratta dell’ennesimo tentativo di contrapporre comparto e dirigenza – ha dichiarato Lanièce – perché non hanno altro a cui aggrapparsi. La realtà è che la sanità valdostana funziona molto bene, con servizi di eccellenza. Sui precari ribadiamo che non ci saranno tagli, anzi i concorsi promessi per l’assunzione di infermieri e operatori sanitari sono in procinto di essere banditi. Infine, per il futuro si sta valutando un eventuale allargamento della pianta organica, anche se il momento non è decisamente propizio”.