Mobilitazione dirigenti: “Criteri di selezione incomprensibilii”

Assemblea sulla riorganizzazione indetta da Cgil, Uil, Dirva e Csa-Sivder. I sindacati assenti alla riunione con la Giunta proclamano lo stato di agitazione. Spunta il giallo delle lauree superflue per il posto da dirigente.
Assemblea di Cgil, Uil, Dirva e Csa-Sivder sui dirigenti regionali
Economia, Politica

Lunedì scorso hanno disertato la riunione tra i sindacati e la Giunta riguardante la nuova riorganizzazione delle strutture dirigenziali, varata poche ore dopo con una seduta straordinaria dell’Esecutivo. Oggi le sigle che hanno rinunciato a presentarsi, ovvero Cgil, Uil, Dirva e Csa-Sivder, hanno indetto un’assemblea nella sede della Cgil, in via Binel, per discutere il da farsi. Una cosa è certa, ha chiarito Ercole Balliana, del Dirva, dopo l’incontro di questo pomeriggio: “abbiamo proclamato lo stato di agitazione. Anche chi ha presenziato all’incontro con la Giunta, ovvero la Cisl e il Savt – ha precisato – ha manifestato forti perplessità. Cambiano i metodi e le strategie, ma l’analisi è condivisa”.

Carmela Macheda, della Cgil-funzione pubblica, ha sintetizzato i motivi per cui molte sigle hanno mancato all’appuntamento con la Giunta. “Tutti noi, Cgil, Cisl, Uil, Savt, Dirva e Csa-Sivder, avevamo concordato su due richieste principali: le garanzie riguardanti la trasparenza e l’omogeneità del trattamento dei dirigenti, e la documentazione necessaria per le nostre valutazioni su una materia tanto complessa. Le nostre richieste sono state ignorate, i documenti ci sono stati trasmessi venerdì scorso, due giorni prima della riunione con la Giunta. Inoltre sono stati corretti più volte, per cui la versione definitiva ci è pervenuta solamente la mattina del lunedì. Per questo motivo abbiamo chiesto che la riunione fosse rimandata, o in alternativa non fosse considerata definitiva, ma è stato tutto inutile. A questo punto, Cisl e Savt hanno accettato l’incontro, noi abbiamo preferito rifiutare”.

Riguardo alla riorganizzazione, la prima valutazione è negativa. “Rischiamo di creare disparità di trattamento tra i lavoratori” ha proseguito Macheda. “L’opacità delle decisioni assunte rende impossibile determinare i criteri adottati, e non ci sono garanzie rispetto ad un peggioramento del trattamento economico. E’ stata fatta confusione anche sui numeri: i posti da dirigente non erano 131, come è stato detto, ma 125, contando i posti vacanti e gli assenti. Con i tagli ne sono rimasti 115, a questi ne sono stati aggiunti 4, istituendo delle strutture temporanee. In totale saranno 119, quindi sono stati tagliati solo 6 posti. Alla luce di questo fatto, non riusciamo a capire come faccia la Regione a sostenere che si risparmieranno 900mila euro”.
Insomma, la riorganizzazione delle strutture dirigenziali approvata con una seduta straordinaria della Giunta “è chiaramente un’azione strategica per l’amministrazione regionale, a maggior ragione non condividiamo l’opacità con cui è stata affrontata”.

Sullo sfondo, c’è anche la questione delle cosiddette “pubblicità”, in gergo sindacale. Ad ogni riorganizzazione o scadenza di legislatura i dirigenti devono sottoporsi ad una procedura concorsuale, proponendosi per riavere il proprio o un altro incarico. Si trovano in questa situazione 78 dirigenti su 119. “Eppure per legge la riorganizzazione dovrebbe valere per tutti” ha sostenuto Pier Paolo Gaia, Csa-Sivder, rincarando la dose: “Se incrociamo i dati, ovvero le tabelle dei requisiti e il numero di dirigenti a tempo indeterminato, non è affatto scontato che nessuno perderà il posto. Senza contare il fatto che nel 2013 ci saranno le elezioni, e quindi una nuova riorganizzazione”.

Infine Gaia ha affrontato anche un altro tema, quello della laurea. E’ necessaria per un posto da dirigente? “Dipende” ha dichiarato. “La maggior parte delle strutture interne degli assessorati consente di accedere alla poltrona da dirigente senza laurea, ma rispetto a questo requisito non ci sono regole chiare. Perché mai, per fare qualche esempio, ai dirigenti della sovrintendenza agli studi non servirebbe il titolo? In nessuna delle otto strutture dell’assessorato all’economia occorre la laurea, neppure al coordinatore. Salute? Serve in due strutture su dieci. E così via. Non è assolutamente possibile tracciare un profilo unitario del candidato ideale, ogni struttura fa a modo suo”.
 

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