Operai forestali, si cambia ancora: dovranno essere assunti dalle ditte

Per Louvin, la decisione rappresenta “l'assoluto fallimento dell'operazione Salvaprecari: si è perso un anno di tempo e si sono sprecate risorse, mentre si sarebbe potuto lavorare seriamente per mettere subito in atto una politica nuova nel settore”.
Immagine di archivio - Manifestazione degli operai idraulico-forestali
Economia, Società

Dal prossimo anno la Regione assumerà un ruolo di controllo nella pianificazione dei lavori dei cantieri forestali, ma le opere da realizzarsi saranno a carico delle ditte artigiane che dovranno assumere gli operai inseriti nella graduatoria.

Questa mattina il presidente della regione, Augusto Rollandin, rispondendo in aula a un’interpellanza di Raimondo Donzel, ha illustrato il nuovo modello che l’amministrazione ha deciso di adottare a partire dal 2012.

“Come abbiamo già anticipato ai sindacati durante gli incontri sul bilancio – ha spiegato Rollandin – c’è l’esigenza di spostare le risorse dalle spese di gestione del personale a quelle per gli investimenti”. Riguardo alle indennità, il Presidente ha sottolineato che “i precedenti trattamenti ordinari e speciali sono stati unificati ed è stata introdotta la misura unica dell’indennità al 40% del salario di riferimento – cioè della media delle retribuzioni percepite nell’anno di competenza – per i lavoratori con contratto a tempo determinato che abbiano almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall’anno a cui si riferisce l’indennità e dall’anno precedente”.

Per il calcolo dell’importo giornaliero della disoccupazione agricola, quindi, non esiste più la distinzione tra 51, 101, 151 giornate, ma vengono erogate il numero delle giornate lavorate e l’importo corrisponde al 40% della retribuzione di riferimento.

“Vi è poi un’altra innovazione portata dalla legge di riforma – ha aggiunto Rollandin – cioè che ai fini della valutazione delle giornate di disoccupazione agricola da indennizzare, l’Inps prende in considerazione oltre alle giornate svolte nel settore agricolo, anche le giornate di lavoro non agricolo che vengono cumulate e concorrono ad aumentare l’indennità di disoccupazione, purché sia prevalente l’attività svolta nel settore.”

Nella replica, il Consigliere Raimondo Donzel ha sottolineato “la gravità della situazione. Ho appreso con sorpresa che la società che li ha ‘salvati’ quest’anno non potrà più occuparsi di loro, perché bisognerà inventarsi un nuovo modello che sarà scaricato su imprese artigiane o altro. Ho il timore che l’anno prossimo avremo le stesse problematiche organizzative, anche se scaricheremo i forestali sul privato, e a pagare sono stati e saranno soprattutto i lavoratori.”

Duro anche il commento del consigliere dell’Alpe, Roberto Louvin, secondo il quale questa scelta rappresenta “l‘assoluto fallimento dell’operazione Salvaprecari: di fatto si è perso un anno di tempo e si sono sprecate risorse, mentre si sarebbe potuto lavorare seriamente per mettere subito in atto una politica nuova nel campo delle opere idrauliche e forestali”. “Siamo di fronte a una nuova ‘procurata urgenza’ – conclude – da parte di un governo regionale che lascia marcire le situazioni e poi vuole presentarsi come salvatore della patria”.

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