I sindacati non ci stanno. Se la soluzione della Salvaprecari Spa non aveva affatto convinto le OO.SS., scatenando polemiche e proteste sfociate in diverse manifestazioni pubbliche, il nuovo modello organizzativo per la gestione dei lavoratori idraulico-forestali annunciato dal Presidente della Regione, a partire dal 2012, è piaciuto ancora meno.
La novità prevede che i servizi e le opere da realizzare sul territorio valdostano siano trasferiti alle ditte artigiane, mentre la Regione assumerà un ruolo di controllo nella pianificazione dei lavori.
Le quattro sigle, Fai-CISL, Flai-CGIL, SAVT-Forestali, Uila-UIL, tramite un comunicato stampa congiunto, hanno dichiarato “la propria totale disapprovazione e contrarietà e affermano con forza di non essere mai state sentite né convocate per discutere di tale progetto”.
I sindacato ricordano infatti che dalla manifestazione del 6 aprile 2011 “non hanno mai avuto l’opportunità di incontrare il Presidente della Regione e, di conseguenza, di confrontarsi né tantomeno di concordare nulla”, continuando a sostenere che i lavoratori del settore, così come avvenuto nelle altre regioni d’Italia, “non debbano rientrare nei tagli previsti dalla Legge 122/2010”.
“Siamo sono fortemente preoccupati per il futuro occupazionale dei lavoratori del settore – concludono le OO.SS. – che vedranno venire meno le garanzie economiche e le tutele normative, faticosamente conquistate negli anni attraverso la contrattazione nazionale e integrativa regionale”.
