Operatori di sostegno assunti senza idoneità, secondo Cgil “andava fatta una nuova selezione”

Per il sindacato, "le persone escluse dalla graduatoria non sono state assunte dalla Salvaprecari con una procedura già utilizzata in passato, come sostenuto dall’assessore Viérin". Intanto i lavoratori denunciano un “caos organizzativo".
Economia, Società

“L’assunzione da parte della Società di Servizi Spa degli operatori di sostegno risultati non idonei alla prova di selezione non è affatto avvenuta, contrariamente a quanto affermato dall’assessore Viérin in Consiglio regionale, con la stessa procedura utilizzata in passato”.

Ieri pomeriggio, durante un incontro con i giornalisti e alcuni lavoratori, la Cgil è tornata sulla polemica che ha coinvolto le persone alle quali la “Salvaprecari” ha offerto un contratto, dopo l’esaurimento della graduatoria, pur non avendo esse superato la selezione prevista.

“Non è la stessa procedura adottata in passato”
A “cercare di fare chiarezza su cosa sia realmente successo” sono stati Carmela Macheda e Marco Lo Verso. “Se è vero che la Regione utilizzava le chiamate pubbliche su presenza dai centri per l’impiego quando gli idonei della graduatoria di concorso non erano sufficienti alle necessità, a causa di rinunce – hanno spiegato – non bastava presentarsi “in possesso dei soli titoli”, ma era necessario sostenere ben due prove, un accertamento linguistico e un test orale attitudinale”.

Inoltre, nel caso in cui queste prove non fossero state superate, sarebbe stato necessario attendere sei mesi prima di poter ritentare la fortuna. “In primis – hanno puntualizzato i sindacati – la Salvaprecari non ha provveduto a colmare le necessità extra graduatoria come avveniva in passato, con una chiamata pubblica su presenza, semplicemente perché essendo un soggetto di diritto privato, non poteva farlo”.

“Andava fatta una nuova selezione”
In secondo luogo, ha continuato Macheda, “l’assunzione delle persone non idonee è avvenuta contestualmente a quella di chi la selezione l’aveva passata, con criteri che onestamente non conosciamo. E poi, che fine hanno fatto i sei mesi di attesa tra un tentativo e l’altro? Insomma, andava fatta una nuova selezione, con i criteri che sono sempre stati adottati”.

Anche riguardo alle assicurazioni fornite da Viérin riguardo al corso di formazione obbligatorio per questo personale il sindacato ha polemizzato: “doveva essere attivato prima dell’assunzione”. Invece, a quanto pare, non è ancora iniziato.

“La Società di Sevizi è nel caos”
In più, la Salvaprecari deve fare i conti anche con una serie di problemi legati all’erogazione degli stipendi, che a qualcuno non sono stati versati sul conto, mentre altri hanno ricevuto due volte la busta paga. “Per non parlare delle ferie e dei dettagli riguardanti il contratto – si sono lamentati alcuni lavoratori – nessuno sembra avere delle risposte concrete per noi: è un vero caos”.

Continua la trattativa per l’adeguamento contrattuale
E proprio sul fronte contrattuale e alla necessità espressa dagli operatori di sostegno di arrivare alla definizione di un inquadramento contrattuale corrispondente alle responsabilità e agli interventi prestati, la Cgil ha confermato quanto già si sapeva. “Il confronto con la Regione è aperto e la trattativa va avanti”.

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