Peggiora lo stato di salute ambientale di Aosta secondo il “Rapporto ecosistema urbano”

Nella classifica redatta da Legambiente la città Aosta perde due posizioni rispetto all’anno scorso e si ferma alla 17esima posizione. Un primato, anche se negativo, il capoluogo regionale lo ottiene per il tasso di motorizzazione...
Il centro storico di Aosta
Economia

Dopo l’exploit del 2009 con il passaggio dalla 28esima alla 15esima posizione, la città di Aosta vede quest’anno peggiorare il proprio stato di salute ambientale. A dirlo è il rapporto “Ecosistema urbano” sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, realizzato da Legambiente con la collaborazione dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia e del Sole 24 Ore. Nella classifica redatta dall’Associazione ambientalista Aosta perde due posizioni rispetto all’anno scorso e si ferma alla 17esima posizione.

Come sottolinea il rapporto, il peggioramento è generalizzato a tutte le città. Sul podio si trovano sempre  Belluno (che riconquista quest’anno la prima posizione), Verbania e Parma. Poi Trento, Bolzano e Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e, a chiudere la top ten, Livorno. 

Un primato, anche se negativo, il capoluogo regionale lo ottiene per il tasso di motorizzazione con ben 208 auto circolanti ogni 100 mila abitanti. Dati incoraggianti arrivano invece per quanto riguarda l’Acqua. Il capoluogo regionale si colloca ai primi posti per la capacità di depurazione, solo 63sima invece per i consumi idrici domestici e le perdite di rete.

Posizione di metà classifica poi per Aosta sul fronte delle piste ciclabili e del verde urbano totale. Un 18esimo posto invece la città lo conquista per le zone a traffico limitato.

L’aria di Aosta non sembrerebbe poi così cattiva in base ai dati di Legambiente. 22esima posizione per la media annuale di biossido di azoto e 20esima per le polveri sottili.

Altri parametri presi in considerazione dall’Associazione sono quelli dei consumi energetici dove la città di Aosta si trova a fondo classifica (98esimo posto), dei rifiuti con una buona 26esima posizione e sopratutto un sesto posto per rifiuti urbani prodotti.

“La vera emergenza nelle nostre città – sottolinea nella nota il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – è rappresentata spesso dalla scarsa lungimiranza, dalla mancanza di coraggio e di modernità da parte di chi le governa. Perché se è vero che lo Stato investe pochissimo nelle infrastrutture per il trasporto pubblico urbano, questo non può diventare l’alibi per l’immobilismo delle grandi città che oggi invece potrebbero rappresentare il fulcro del cambiamento, approntando da subito interventi sostanziosi quasi a costo zero. Dobbiamo guardare all’Europa. Il road pricing a Londra per esempio, con il pedaggio per le automobili in una vasta area del centro, ha ridotto il traffico del 21%, fatto salire del 6% il numero di passeggeri del trasporto pubblico e portato nelle casse comunali un introito di oltre 150 milioni di euro l’anno da reinvestire nella mobilità sostenibile.”.

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