Pos o contanti? La parola ai commercianti aostani

Secondo gli esercenti aostani, circa l’80% degli avventori preferisce la celerità e la sicurezza dello strisciare la propria carta anche per le piccole spese.
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Economia

“Pos o contanti?” È oramai una domanda di rito per il commerciante che, dietro la cassa del proprio negozio, si appresta a battere lo scontrino al cliente di turno. La scelta più frequente, almeno secondo gli esercenti aostani, ricade quasi sempre sulla praticità e sulla velocità delle operazioni tramite Pos, a parere di molti sfruttate circa nell’80% dei casi e anche per le piccole spese.

La predominanza del bancomat

Pochi sono, stando a quanto osservato dai negozianti valdostani, gli avventori che preferiscono ancora il tradizionale metodo di pagamento cash al più moderno e immediato elettronico.

“Accettiamo versamenti con il bancomat per qualsiasi importo, anche i più irrisori – ammette Cristina della latteria “Erbavoglio” -. Seguire la predilezione della clientela in tal senso è un buon modo per renderla soddisfatta dei propri acquisti nonché per spingerla a tornare”.

Non dissimili nemmeno le constatazioni di Rosangela di “Alpenzu”, che ha potuto notare come giornalmente circa due compratori su tre optino per la funzionalità del semplice strisciare la propria carta.

“Stranamente, sono soltanto italiani e francesi a utilizzare con costanza il bancomat, mentre i turisti svizzeri scelgono spesse volte i contanti che hanno già prelevati e pronti nei portafogli – la sua riflessione -. Salvo differenti disposizioni, continueremo a permettere il pagamento elettronico a tutti coloro che acquistino merce anche del valore di soli pochi euro”.

Qualche rivincita per il contante

Aggirandosi all’interno dei negozi del centro di Aosta, è ancora possibile imbattersi in persone che usino i tradizionali contanti non soltanto per il classico “caffè e brioche” ma anche per spese lievemente superiori.

“Personalmente sono convinta che sia poco spontaneo sfruttare la carta per prodotti che a stento arrivano alla ventina di euro, anche se ho potuto osservare come si tratti di una tendenza prettamente diffusa tra i giovani, così meno soggetti al controllo dei genitori – dichiara Nicole della profumeria “Bottega verde” -. A livello di negozio, trattando uno specifico marchio franchising dal listino variabile, siamo abituati a pagamenti Pos nei casi di costi più elevati e a pagamento invece cash nel caso di costi meno rilevanti”.

Metodologie alternative

Alcuni degli esercizi del capoluogo – e in particolare quelli che quotidianamente hanno a che vedere con flussi di clientela costanti e copiosi – accettano anche versamenti di carattere alternativo tramite prepagata ricaricabile.

“A preferire i contanti sono soprattutto anziani o ragazzi molto giovani sprovvisti di carte, mentre il bancomat sembra preferito soprattutto dagli adulti anche grazie alla possibilità di effettuare operazioni immediate che non richiedano l’inserimento del codice pin al di sotto della soglia di 50 euro – spiega Michela di “Tezenis” -. Sono numerose ma non credo vengano adottate qui in Valle d’Aosta le proposte con prepagata o quelle rateizzate, alcune delle quali credo esenti da commissioni spropositate a livello bancario”.

Il limite a 60 euro

È recente l’ipotesi messa sul piatto dal Governo firmato Giorgia Meloni e finalizzata al contrasto di evasione fiscale e riciclaggio di denaro di innalzare a 60 euro il limite entro il quale i commercianti italiani potranno rifiutarsi di accettare pagamenti digitali, siano essi tramite bancomat o tramite carta di credito.

“Sono convinta che i fantomatici evasori non siano che figure del nostro passato e non più una minaccia concreta, soprattutto non tra gli esercenti con vendita al dettaglio, soggetti a fatturazione continua, controlli tramite bolle di spedizione e scontrini automatici o elettronici che i clienti non mancano mai di domandare esplicitamente – dichiara Adriana de “L’intimo per te” -. Indipendentemente dalla mia posizione politica o dalle mie convinzioni circa il nuovo Governo, ritengo che i pos dovrebbero rappresentare un servizio utile e non una imposizione al negoziante da parte dello Stato”.

Prestando attenzione, pochi sono i professionisti che si ritengono d’accordo in merito a tale soglia fissa; accanto a coloro che per sola volontà personale pensano di rifiutare di adottare tale limitazione, altri restano soggetti a direttive imposte da datori di lavoro o marchio franchising.

“Forse, anziché accanirsi sui singoli venditori con commissioni troppo alte o divieti vari, sarebbe opportuno trovare altre vie adatte a fermare l’evasione fiscale – azzarda Christiane del negozio di accessori “Anima e corpo” -. Accanto a modalità di controllo maggiormente puntuali degli scontrini emessi indipendentemente dalla tipologia di versamento effettuato, sarebbe utile cercare di sensibilizzare per primo il cliente su di un utilizzo consapevole e non abusato della propria carta”.

Commissioni e costi

Spesse volte la predilezione degli acquirenti per il bancomat può rappresentare un vantaggio anche dal punto di vista dell’esercente, forte di conti monetari più sicuri e precisi nonché non più vincolato al versamento bancario della somma guadagnata in giornata.

“Non sono soltanto le esorbitanti commissioni cui ciascuno di noi è suo malgrado soggetto a pesare sulla fruizione dell’elettronico bensì anche perenni malfunzionamenti del sistema che costringono molti avventori a rinunciare ai propri acquisti perché impossibilitati a pagarli in contanti – conclude Eva della profumeria “Jolies choses” -. Ancorché preoccuparsi del dilemma tra pos e cash, sarebbe necessario concentrarsi sulla garanzia di un servizio migliore tanto per il venditore quanto per il compratore che permetta un crescente abbattimento di costi perlopiù superflui ed eccessivi”.

Una risposta

  1. Che sia poco spontaneo pagare con la carta sotto i 20 euro, o che i ragazzi lo facciano per nascondere un non so cosa, mi sembra ridicolo, che io debba andare al bancomat come gli svizzeri e prelevare, quando posso pagare con l’app sul telefono questo si che mi sembra assurdo, sono stato in Francia e non ho mai avuto bisogno di tirare fuori il portafoglio dalla tasca, anche i nostri parchimetri sono obsoleti non si può pagare con il telefono ne con la carta. Siamo un località turistica per cui dovremmo essere un po’ più aperti di mentalità, prendere un po’ esempio dai grandi e-commerce, o dai negozi in franchising, dove il cliente solitamente è più tutelato sia per il pagamento che per eventuali cambi merci e garanzie.

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