Nella produzione in particolare il 68% degli intervistati prevede un andamento costante (57% nel primo trimestre 2008). Recupera anche l’occupazione che si riporta su dati positivi con una conseguente e significativa riduzione del ricorso alla cassa integrazione. Migliorano infatti, da questo punto di vista, le prospettive occupazionali rispetto al trimestre precedente anche se i dati restano meno positivi rispetto allo stesso periodo del 2007. Il 13% degli intervistati stima di aumentare l’occupazione mentre nello scorso trimestre la percentuale era del 3%. La quota delle aziende che intendono ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni scende dal 20% al 5%. Si mantiene inoltre alta la media delle imprese che ha necessità di manodopera qualificata e specializzata nelle aree amministrazione e finanza (50%), commerciale (40%), nell’area della produzione e della ricerca (75%) e nelle altre aree (77%).
Preoccupazione permane rispetto all’export e alla competitività delle imprese sia per il mercato interno sia per quello estero. Sottotono il settore del legno che risente dell’andamento negativo del comparto dell’edilizia pubblica. Le indicazioni dell’ultima indagine confermano tuttavia il protrarsi di una fase di incertezza che aveva già dato qualche segnale nell’ultimo trimestre 2007 e che rispecchia la frenata che sta colpendo tutti i paesi industriali ed in particolare l’Italia.
Tra le cause del rallentamento figurano la perdita di potere d’acquisto per il rincaro delle materie prime(specie energetiche), la perdita di competitività da rivalutazione del cambio, la debolezza dell’economia Usa. L’Italia le patisce di più̀ per i ritardi nelle riforme necessarie ad adeguarsi alle regole della moneta unica.
La quota di imprese che ha programmi di nuovi investimenti per ampliamenti è del 45,8%: il dato migliore degli ultimi due anni.
