Quarant’anni dopo la Zimmerman, in Valle torna la “birra aostana”

Per gli appassionati della birra cruda e non pastorizzata, apre i battenti il 7 agosto prossimo un microbirrificio a Saint-Christophe.
Economia

E’ dai tempi della Zimmerman e della “Birra Aosta” che la Valle non possedeva più un proprio birrificio. Molte piccole realtà imprenditoriali, nel corso del tempo, sono state acquistate e assorbite da grandi gruppi industriali. Nel 1966 la ditta viene venduta alla Sib spa e successivamente viene abbandonata la storica sede di via Xavier de Maistre. Ma negli ultimi anni si è affermata una nuova tendenza, quella della produzione artigianale che ha portato oggi ad almeno 300 microbirrifici in tutta Italia.

E la Valle non sarà esente da questa nuova moda, perché il 7 agosto prossimo aprirà i battenti, in località Grande Charrière a Saint-Christophe, il “Birrificio Aosta” specializzato nella produzione di birre crude e non pastorizzate. L’idea è venuta a Fulvio Beata, Mauro Toson e Dario Piacenza, tre persone che hanno unito la passione per le bionde e le rosse al desiderio di costruire una vera e propria attività imprenditoriale. “Stiamo producendo tre tipi di birra – spiega Fulvio Beata – che si rifanno a tre stili diversi e che sono stati reinterpretati da noi: proporremo una Weizen, a base di frumento, una American Pale Ale e una Red Ale. Siamo attrezzati per produrre circa 600 ettolitri all’anno, ma in realtà la produzione sarà strettamente legata alla richiesta della clientela”.
Il locale è in grado di ospitare un centinaio di persone che potranno gustare la propria pinta con i piatti tipici della cucina da birreria.

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