Reddito di cittadinanza, esordio in Valle senza “boom”

Il dato nazionale comunicato da Poste italiane, alle 14 di oggi, parla di 29mila 147 richieste. Anche in regione numeri bassi – pochi anche i giovani –, senza file e disordini negli Uffici postali o nei Caaf.
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Oggi, mercoledì 6 marzo, se non il “D-day” – che suonerebbe quantomeno irrispettoso – può essere però almeno un “R-day”. Il giorno cioè del Reddito di cittadinanza, che proprio da stamane è possibile richiedere.

Il dato nazionale comunicato da Poste italiane, e che si riferisce alle 14 di oggi, spiega che le richieste presentate presso gli Uffici postali sono state 29mila 147. Senza disordini, visto che il comunicato aggiunge che “il flusso dei cittadini richiedenti è stato costante e ordinato su tutto il territorio nazionale”.

Anche in Valle la situazione, senza file e “resse” agli sportelli, è stata piuttosto ordinata. Anzitutto nei 71 sportelli valdostani, dove non c’è stato nessun problema e gli Uffici hanno agilmente diviso per ogni lettera dell’alfabeto – anche se non era vincolante – i potenziali beneficiari del Reddito di cittadinanza.

Tutte le persone che si sono presentate alle Poste, quindi, hanno potuto consegnare le proprie domande per accedere alla misura, tra i “cavalli di battaglia” del MoVimento 5 stelle.

Situazione non dissimile nei Caaf, i Centri di assistenza fiscale: “Rispetto alle aspettative non c’è stata questa grande affluenza – spiega Claudio Apparenza, Responsabile del Caaf Savt –. Alle 14.30 sono state una ventina le prenotazioni raccolte, mentre le domande vere e proprie verranno gestite a partire da lunedì. Oggi molti hanno anche avanzato richieste di informazioni o di simulazioni per capire chi avesse o meno diritto al Reddito di cittadinanza”.

Sotto controllo anche il flusso che ha scelto di accedere al Reddito tramite la Cgil, come spiega la Segretaria generale Vilma Gaillard: “Da questa mattina abbiamo cominciato a raccogliere le prenotazioni, e fino a qualche ora fa, verso mezzogiorno e mezzo, ne sono arrivate circa 65. Sono solo prenotazioni e sicuramente ne sono arrivate altre, che stimo tra le 75 e le 80”.

Difficile invece stimare l’“identikit” dei richiedenti, anche se pochi sembrano essere i giovani. Come spiega ancora Gaillard, infatti: “Molte prenotazioni sono telefoniche, la valutazione più di dettaglio sulla tipologia dei richiedenti si potrà fare più in là, verso fine mese, per ora siamo solo nella fase di prenotazione”.

Prenotazioni e informazioni che hanno lasciato spazio, come spesso capita, a qualche aneddoto colorito. È successo infatti che qualcuno, a caccia di tutte le informazioni del caso sul Reddito di cittadinanza, ne avesse un po’ equivocato il funzionamento e abbia desistito. La ragione? Da quel che ci raccontano – ed in questi casi si dice solo il “peccato” – perché “ha capito che comunque doveva lavorare”

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