Riduzione dei tassi di interesse sui mutui Finaosta, soddisfazione delle associazioni di categoria

Dei 9000 mutui casa ad oggi attivi il provvedimento toccherà 6000 pratiche che oggi si vedono applicare tassi di interesse superiori all'1%.
Economia

Costerà all’anno un milione di euro circa alla Regione la decisione di rivedere i tassi di interesse sui mutui a valere sui fondi di rotazione. “Il sacrificio c’è ma è più importante il beneficio” ha sottolineato il Presidente di Finaosta Giuseppe Cilea davanti alle parti economiche e sociali, riunite nel pomeriggio dall’Assessore regionale alle Finanze e dal Presidente della Regione in piazza Deffeyes.
Dei 9000 mutui casa ad oggi attivi il provvedimento toccherà 6000 pratiche che oggi si vedono applicare tassi di interesse superiori all’1%.
“Per i mutui le cui rate scadevano oggi abbiamo già ricalcolato la nuova rata con il nuovo tasso di interesse e a breve manderemo il nuovo piano di ammortamento” ha spiegato ancora Cilea. 

La norma prevede per i nuovi mutui prima casa un tasso dell’1% con Isee fino a 30mila euro e dell’1,5% per Isee fra i 30 e i 40mila euro. Per quelli già stipulati si abbassano all’1 per cento i mutui che erano all’1,5, mentre quelli sopra il 2 per cento diventeranno tassi all’1,5 per cento.

Oltre alle famiglie la misura varata nelle scorse settimane dalla Giunta interessa il mondo imprenditoriale. In questo caso però la retroattività è allo studio degli uffici. “Stiamo verificando che non vi sia conflitto con le norme sugli aiuti di Stato” ha spiegato l’Assessore Ego Perron. “E’ sicuramente un’operazione che ha un costo ma dovevamo immaginare delle misure per rilanciare i consumi”. Soddisfazione per il provvedimento è stata espressa dai rappresentanti della varie associazioni di categoria a cui l’Assessore Perron ha annunciato la volontà della Regione di varare una legge per promuovere gli investimento in Valle d’Aosta.

“In questi anni di crisi – ha concluso il Presidente della Regione, Augusto Rollandin –abbiamo cercato di evitare dissesti e crack anche delle famiglie, spendendo 100 milioni annui, ora possiamo guardare alla ripresa con una prospettiva più rosea”.

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