Una legge sull’apprendistato e un nuovo polo formativo per far ripartire l’industria

E’ quanto ha annunciato l’assessore alle Attività produttive, Ennio Pastoret, durante il seminario organizzato da Confindustria Valle d’Aosta dal titolo “Quali progetti per la valorizzazione dell’istruzione tecnica in Valle d’Aosta?".
Il seminario organizzato da Confindustria
Economia

La Valle d’Aosta avrà una legge regionale sull’apprendistato e un nuovo polo formativo per rispondere alle esigenze delle imprese. E’ quanto ha annunciato l’assessore alle Attività produttive, Ennio Pastoret, durante il seminario organizzato ad Arnad oggi, giovedì 17 febbraio, da Confindustria Valle d’Aosta dal titolo “Quali progetti per la valorizzazione dell’istruzione tecnica in Valle d’Aosta?”.

La scuola non può fare tutto – ha detto Pastoret – stiamo ipotizzando la creazione di percorsi formativi capaci di creare figure professionali sulla base delle necessità delle imprese”. In concreto l’amministrazione regionale avvierà un monitoraggio delle esigenze del mondo produttivo per mettere in piedi di percorsi professionalizzanti tarati sui fabbisogni del mondo produttivo. Ed è già stata individuata la sede. Verrà costruito un fabbricato nell’ex area Cogne, nei pressi della Pépinière d’entreprises. “Sarà uno strumento per seguire le innovazioni continue della produzione – ha detto l’assessore – cosa che non possiamo chiedere ai percorsi tradizionali. Questo permetterà sia di formare ragazzi che hanno terminato gli studi sia quanti li hanno abbandonati”.

“E’ ancora troppo radicata la gerarchia che vede da un lato il liceo classico e all’estremo opposto gli istituti professionali – ha dichiarato Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia – ed è un errore quando le scuole si mettono a fare marketing. E’ urgente che vengano attivate azioni di orientamento corrette”.

Durante il seminario organizzato da Confindustria Valle d’Aosta è emerso come in Italia manchino 109mila tecnici che potrebbero essere utili al tessuto produttivo. “Anche nella nostra regione – ha sottolineato Monica Pirovano, presidente degli industriali valdostani – la quota di studenti che frequenta istituti tecnici è marginale. Ma spesso è meglio un buon perito piuttosto di un laureato in campo umanistico”.

Con tassi di abbandono scolastico molto elevati e una scarsa propensione dei giovani valdostani a laurearsi anche la nostra regione deve correre ai ripari. Sono indicative, su questo, le parole di Luca Minini amministratore delegato della MDM di Chatillon: “Come facciamo ad essere competitivi se bisogna impegnare 3 o 5 anni per formare dei diplomati prima che diventino produttivi?”.

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