Prenotare e pagare per dormire in bivacco: la scommessa di Gressoney

Il Comune di Gressoney-La-Trinité ha elaborato un sistema di accesso controllato al nuovo Bivacco Passera, che sarà inaugurato a luglio. L’obiettivo è quello di monitorare l’utilizzo della struttura, garantire il posto letto agli escursionisti e disincentivare gli atti vandalici.
Bivacco Passera
Montagna

Chi è storico frequentatore delle montagne valdostane si sarà certamente reso conto di quanto sia cambiato, negli ultimi anni, il modo di usufruire di rifugi e, soprattutto, bivacchi. 

Da strutture di riparo e punti tappa per gli alpinisti, i bivacchi diventano sempre più spesso destinazioni finali di escursionisti più o meno equipaggiati, trasformandosi talvolta in vere e proprie mete turistiche. Con conseguente sovraffollamento estivo, problemi di vandalismo e la necessità per gli enti che li gestiscono di ripensare le regole di fruizione. 

Bivacco Passera
Bivacco Passera

È in questo quadro che si inserisce la scelta, da parte del Comune di Gressoney-La-Trinité, di installare un sistema di accesso controllato al Bivacco Passera, con prenotazione e pagamento del pernottamento tramite un portale dedicato. 

I lavori di ricostruzione del bivacco, situato in località Alta Luce (detta Hochliecht a Gressoney) a 3184 metri di altitudine, sono iniziati nel 2023 e la conclusione è prevista a luglio.  

Per Gressoney, il Bivacco Passera è una storia di famiglia. La struttura storica fu infatti realizzata nei primi anni ’70, in ricordo della guida alpina Remo Passera, nonno dell’attuale sindaco Alessandro Girod. Originario di Vigevano e trasferitosi nel primo dopoguerra a Gressoney per amore della montagna, Passera morì in un incidente sul Castore nel luglio del 1970.

Bivacco Passera
Bivacco Passera

All’epoca, a distruggere i fragili bivacchi in lamiera non erano ancora atti di vandalismo, ma ci pensava il forte vento che contraddistingue le nostre vallate laterali. Così, nel 1983 qualcuno lasciò probabilmente la porta del bivacco aperta e il vento fece letteralmente esplodere la struttura, che non fu più ricostruita. 

Finché, cinque anni fa, l’amministrazione decide di approvare l’idea progettuale dell’architetto Nicole Rat e di affidare la progettazione all’ingegnere Federico Barrel. 

Con l’avvio dei lavori, però, si pone fin da subito l’importanza di tutelare la sicurezza di una struttura che è, anzitutto, un bene pubblico. “I bivacchi sono sempre più presi d’assalto e manca una regolamentazione”, spiega Girod. “La nostra preoccupazione è quella di evitare che queste strutture siano monopolizzate oppure prese di mira da piccoli o grandi atti vandalici, come talvolta avviene in Valle d’Aosta e non solo”. 

Bivacco Passera
Bivacco Passera

Da qui la novità, almeno per quanto riguarda la gestione dei bivacchi valdostani, di consentire l’accesso esclusivamente previa prenotazione e pagamento di una tariffa unica di 10 euro a persona per il pernottamento. 

Il pagamento, di modico importo, garantirà all’amministrazione un controllo sulle presenze, nonché un indennizzo per il servizio fornito, a parziale tutela dell’incolumità del bivacco e dei costi di gestione e manutenzione. 

“Non è un discorso di finanziamento, ma di autosostentamento”, chiarisce il sindaco. “Il pagamento simbolico è richiesto proprio per disincentivare coloro che vogliono frequentarlo in maniera impropria, oltre a supportare le spese di manutenzione”.

Una misura innovativa, dunque, che si inserisce nella crescente sensibilizzazione della popolazione al rispetto della cultura di montagna. “Poter andare in montagna è una gioia e la festa è benvenuta”, assicura Girod. “C’è però una differenza tra fare festa in modo civico e creare danni a proprietà pubbliche”. 

Nel bivacco sarà così installata una serratura elettronica in cui si potrà inserire un codice alfanumerico o un QR code, generati dal sistema di prenotazione cloud con il quale sarà possibile procedere al pagamento dell’importo di prenotazione. 

“Dopo un attento lavoro di ricerca, siamo arrivati a elaborare un sistema che potrebbe ricordare la prenotazione di strutture alberghiere o ricettive”. Una novità in Valle d’Aosta, dove la maggior parte dei bivacchi è costituita da strutture sempre aperte, a offerta libera oppure gestite da privati. 

Il modello scelto da Gressoney si ispira ad altri casi di bivacchi italiani, che, essendo gestiti da Enti pubblici, richiedono il pagamento di contributi obbligatoriamente attraverso il sistema PagoPA. 

“Ci siamo un po’ dovuti inventare questo sistema, facendoci supportare da professionisti”, racconta Girod. “Dovrebbe essere il primo bivacco in assoluto in Valle d’Aosta a essere gestito da remoto”. 

Il bivacco è pensato come una vera e propria vetrata sul Monte Rosa e il pagamento del contributo è giustificato anche dai comfort di cui dispone la struttura. 

“Potrà ospitare 10 persone per notte”, illustra Girod. “L’interno, tutto in legno, sarà dotato di un piccolo angolo cottura con piastra a induzione, tavolo e panche, letti a mensola e un disimpegno tra zona giorno e zona notte”. 

Il tutto, nella massima sostenibilità economica e ambientale: “La struttura sarà totalmente autonoma dal punto di vista energetico, grazie a pannelli fotovoltaici e a un piccolo dispositivo eolico per l’illuminazione”. 

3 risposte

  1. Se poi va a fare una gita e ti trovi nella tormenta, arrivi al bivacco e non hai il telefonino carico .. senza QR code, ti ripari fuori.
    Però se poi sopravvivo alla bufera querelo il comune di Gressoney…

  2. L’iniziativa di per se può avere senso, ma mi chiedo come funziona se al bivacco arriva un alpinista in emergenza senza prenotazione e nel bivacco non c’è nessuno che lo possa far entrare

    Come apre ?
    Dovrebbe fare una prenotazione online, pagare con pagopa, attendere il QR code magari con condizioni di meteo avverse ?

    Secondo me, e magari ci hanno già pensato, va pensata anche la procedura per l’apertura di emergenza

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