A Natale stop agli auguri impersonali, arriva il ‘Galateo dei messaggi’

Il messaggio non deve essere predigerito, va bene la spending review ma serve un po' di verità'.
News Nazionali

Roma, 12 dic. (Adnkronos) – Basta con gli ‘auguri seriali’. Linguisti e psicoterapeuti interpellati dall’Adnkronos dicono no all’invasione di biglietti, sms o post confezionati con parole scaricate in fretta dal web. E se non è più il tempo di messaggi in bottiglia, non si può neanche sparare nel mucchio con messaggi ‘precotti’, magari attingendo da qualche comoda citazione di personaggi storici o letterati. Come avverte Valeria Della Valle, docente di Linguistica italiana presso l’Università ‘la Sapienza’ di Roma, ‘chi riceve un augurio – spiega – gradirebbe un messaggio inviato solo per sé. Il messaggio non deve essere predigerito, va bene la spending review ma serve un po’ di verità’.

Per la studiosa, ‘la citazione scaricata dal web fa perdere di originalità il messaggio augurale. Possiamo immaginare che chi usa quella citazione non faccia fatto altro che compiere un salto su internet per trovare comodamente a disposizione centinaia di parole. Il criterio è quello del ‘take away’, come andare in un supermercato per prendere la migliore offerta e uscire subito. Un augurio, invece, dovrebbe essere formulato con le proprie espressioni, facendo parlare un mondo di riferimento’.

La linguista traccia anche un ‘Galateo del messaggio’. Anzitutto, mette in guardia, ‘non bisogna pretendere di dedicare pochi secondi agli auguri: ogni volta che si scrive occorre tempo e cura per l’altro, rileggendo ciò che si mette su carta. In secondo luogo, non mandare lo stesso messaggio a tutti. Così fa solo il commercialista per l’Imu’. ‘Mai mettere in visione gli indirizzi di tutti’, aggiunge, e ancora: ‘Non servirsi di questi mezzi preziosi come i social newtork per infastidire gli altri ricoprendoli di messaggi e messaggini’. Senza dimenticare un’altra ‘dritta’: ‘In prossimità delle feste, evitare accuratamente le battute di spirito. Meglio parole semplici e affettuose, senza essere barzellettieri a tutti i costi’.

Quando si vanno a pescare frasi a caso, che non hanno un fondamento nel vissuto della persona che invia il messaggio o del destinatario dello stesso, ‘il rischio è quello di perdere il contorno affettivo che una comunicazione deve avere, e conservare anche su un biglietto’, avverte Della Valle, che tra i suoi libri conta anche il volume ‘Le parole giuste’. Diverso, invece, è il caso della citazione letta in un libro, ‘che può essere messa da parte e usata per un messaggio a patto che sia sempre rivolta alla persona adatta’.

Da evitare, quindi, ‘la ‘riproduzione seriale’ che fa inviare in contemporanea a tutti lo stesso messaggio, peggio se decorato con una citazione pescata in rete e propinata a tutti’. E’ vero che facebook, twitter o altri social network ‘aiutano a scrivere, ma non va incoraggiata la passività di scaricare e inviare contenuti già visti. A volte le ‘newsletter’ di auguri, con centinaia di persone come destinatari, sembrano una forma di cattiva educazione telematica’.

Dal biglietto vergato a mano all’sms, il consiglio della linguista è quello di ‘compilare’ gli auguri di persona. Dei messaggi augurali si può fare un uso più parco ma ben meditato e pensato, più vero insomma. Occorre perdere un po’ di tempo, ma ogni persona deve avere il messaggio giusto. Non si possono copiare le emozioni, altrimenti diventiamo tutti Avatar’.

Per l’esperta ‘un buon segno c’è: aumentano i corsi di calligrafia. E quello che sembrava perduto torna a essere un valore, perché certe cose vanno ancora scritte a mano. La scrittura su carta, infatti, cattura le emozioni e permette di rileggere ciò che si scrive. E questo è sempre consigliato’.

‘Un messaggio è un dono’, ricorda la psicoterapeuta Maria Rita Parsi. ‘E invece spesso non ci diamo nemmeno il tempo di pensare un testo che non può essere di tutti ma è rivolto a una sola persona. Prendersi cura dell’altro significa anche fermarsi, magari caricare una stilografica e mettere su carta ciò che si prova per la persona. La bellezza di un racconto che resta’.

‘Non servono regali – conclude Maria Rita Parsi, che ha appena pubblicato ‘Doni. Miracoli quotidiani di gente comune’ – già una frase riesce a toccare l’anima. Usiamo la mente del cuore per mandare a ciascuno un messaggio personalizzato. E’ questo – conclude – il dono vero’.

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