Afghanistan, muore un italiano

Il tenente Massimo Ranzani, alpino 36enne di Ferrara, è rimasto ucciso oggi nell'esplosione di un ordigno improvvisato.
News Nazionali

Roma, 28 feb. (Adnkronos/Ign) – Il tenente Massimo Ranzani, alpino 36enne di Ferrara, è rimasto ucciso oggi nell’esplosione di un ordigno improvvisato in Afghanistan. L’attacco è avvenuto alle 12.45, ora locale, a 25 chilometri a Nord di Shindand. E’ stato colpito un veicolo blindato Lince della Task Force Center del 5° Reggimento Alpini di Vipiteno. Altri quattro militari italiani sono rimasti feriti.

L’esplosione ha colpito il terzo mezzo di una pattuglia che rientrava da un’attività di Medcap, assistenza medica alla popolazione locale, in collaborazione con le forze afgane. I militari sono stati evacuati presso l’ospedale militare (Role 2) della base ‘Shaft’ di Shindand, sede del comando della Task Force Centre.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla morte del tenente Ranzani. Il reato ipotizzato è di attentato a fini di terrorismo e di eversione. Il fascicolo è stato aperto dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti e affidato ai pubblici ministeri Giancarlo Amato e Franscesco Scavo.

L’utilizzo di ordigni improvvisati, gli Ied, nonostante gli importanti progressi svolti da ISAF per contrastarne la minaccia, rappresenta una delle modalità di azione tra quelle utilizzate dai ribelli e, nel 30 percento dei casi, colpisce vittime civili. Contrastare e prevenire gli attentati condotti con gli ordigni esplosivi improvvisati, è diventata una priorità per le forze alleate in Afghanistan. Gli Ied sono ordigni realizzati in maniera artigianale tramite l’impiego di parti di ordigni convenzionali, recuperati in via fortuita o attraverso contrabbando. Un fustino di detersivo, una lattina, una bottiglia: qualsiasi oggetto può diventare un ordigno esplosivo improvvisato. Gli Ied sono impiegati prevalentemente in tattiche di guerriglia e da organizzazioni terroristiche.

La natura non convenzionale degli Ied fa sì che ne possano essere creati di vario genere, a seconda delle capacità e delle disponibilità dell’attentatore. Un Ied può contenere anche componenti adatti alla guerra chimica, nucleare o batteriologica.

Gli Ied possono essere di varie dimensioni e forme, e contenere quantitativi differenti di esplosivo; questo rende difficoltoso prevederne la potenza, che può essere anche molto superiore a una mina anticarro di produzione industriale. Anche i detonatori possono variare: gli attentatori solitamente ricorrono a congegni militari di recupero ma, in mancanza di questi, possono anche utilizzare sistemi artigianali come, ad esempio, detonatori attivati a distanza da un telefono cellulare. In alcuni casi, l’Ied viene ‘indossato’ dal kamikaze, che si fa esplodere in prossimità del bersaglio.

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