Allarme ribelli: ‘Gheddafi prepara un’ondata di clandestini verso Ue’

Ancora raid aerei e vittime.
News Nazionali

Tripoli, 7 mar. (Adnkronos/Aki/Ign) – “Il regime di Muammar Gheddafi sta preparando la partenza di migliaia di clandestini presenti nel proprio paese verso l’Europa”. E’ quanto denuncia il portavoce dei ribelli che controllano la città di Misurata, in Libia, Abdel Basat Abu Zairiq, in un colloquio telefonico con la tv araba ‘al-Jazeera’. “Nella zona di Dakhil, vicino Misurata, il regime sta preparando la partenza di migliaia di clandestini verso le coste europee – ha affermato – e questo per dimostrare che i ribelli in Libia rappresentano un pericolo anche per i paesi europei”.

“Il Consiglio nazionale libico è contrario al fenomeno dell’emigrazione clandestina verso l’Europa e manterremo tutti gli impegni presi dalla Libia su questo tema” ha affermato un esponente del gruppo ribelle libico, Mahmoud Shalman, ad ‘al-Jazeera’. “Muammar Gheddafi sta raccogliendo tutte le imbarcazioni che trova per far partire ondate di clandestini verso l’Italia – ha affermato – Lo fa per dimostrare all’Europa che le sue minacce sono vere. In queste ore un nostro rappresentante si trova a Bruxelles e sta parlando con le diplomazie dei diversi paesi europei per rassicurarli sul fatto che noi siamo contro l’immigrazione clandestina e che vogliamo solo costruire uno stato di diritto in Libia”.

INTERVISTA DI GHEDDAFI – Continuano intanto gli scontri in Libia mentre Gheddafi punta il dito contro i media stranieri. ‘Ai miei amici e al mondo dico che è stata data un’immagine distorta delle manifestazioni pacifiche. Molte tv hanno manipolato la realtà” ha attaccato il leader libico in un’intervista all’emittente France 24. “Non bisogna ingigantire i fatti come se ci fosse un grosso problema” ha detto il raìs. Ora che “abbiamo aperto le porte ai giornalisti stranieri, invitiamo il mondo ad aprire gli occhi’. Secondo il Colonnello “da entrambe le parti, esercito e rivoltosi ci sono stati 150-200 morti, e non migliaia come si dice”.

Gheddafi ha commentato con un “è ridicolo” il possibile riconoscimento da parte della Francia dell’organo di autogoverno istituito dai rivoltosi a Bengasi. “Immaginate se noi interferissimo con gli affari della Corsica o della Sardegna” sono state le sue parole. Mentre sulla mediazione proposta dal presidente venezuelano Hugo Chavez per porre fine alla rivolta libica, Gheddafi ha dichiarato che “questa mediazione per ora non esiste”. ‘Qui non ci sono problemi – ha aggiunto – quello di cui abbiamo bisogno è sbarazzarci di queste gang armate”. “Questi terroristi armati, inclusi membri di Al Qaeda, non hanno delle chiare richieste politiche” ha rincarato.

Quanto ai rapporti con Usa e Ue, ‘è strano, le nostre relazioni erano buone’ ha osservato il raìs. ‘La Libia aveva relazioni molto buone con gli Stati Uniti e l’Unione europea e con i paesi africani, e la Libia svolge un ruolo cruciale per la pace nel mondo e nella regione” ha sostenuto Gheddafi. Lunga tunica e copricapo marrone, nell’intervista video di France 24 il leader libico ha parlato con voce monocorde. “In Libia – ha proseguito – ci sono anche importanti gruppi petroliferi spagnoli e francesi, e all’improvviso questi paesi hanno dimenticato i loro interessi’.

SCONTRI E RAID AEREI – Nel paese continuano le violenze. Decine di persone hanno perso la vita negli scontri tra le milizie fedeli a Gheddafi e i rivoltosi che sono riusciti a respingere i violenti attacchi per riprendere il controllo delle città costiere. “Da qualche giorno sembra che i rivoltosi stiamo ottenendo dei risultati, ma in generale sembra che le truppe fedeli a Gheddafi guadagnino terreno” ha affermato l’inviato di ‘al-Jazeera’ da Brega. “Se i rivoltosi vogliono conquistare Sirte – ha aggiunto – dovranno prepararsi a duri scontri lungo il tragitto”.

Secondo una fonte libica del quotidiano arabo ‘al-Sharq al-Awsat’, Gheddafi si starebbe preparando per la battaglia finale a Sirte. Il Colonnello avrebbe reclutato nelle scorse settimane decine di piloti stranieri, siriani, algerini, ucraini, serbi e romeni, per i suoi caccia in modo che sferrino dei raid contro gli oppositori senza remore. Gheddafi avrebbe inoltre chiesto garanzie precise ai ribelli sulla sua persona nel caso in cui scegliesse di lasciare il paese e andare in esilio all’estero.

I caccia libici hanno compiuto questa mattina una serie di raid aerei con lancio di razzi contro la zona di Ras Lanuf, nel golfo di Sirte. Secondo quanto riferisce la tv satellitare ‘al-Arabiya’, i caccia del regime di Gheddafi hanno colpito alcune postazioni dei ribelli che hanno fatto di quella zona la loro linea difensiva in vista di una possibile offensiva delle brigate di terra inviate da Tripoli. ‘Al-Jazeera’ ha trasmesso in diretta le immagini dei raid.

Sono ripresi questa mattina anche i cannoneggiamenti da parte delle brigate di terra fedeli a Gheddafi che circondano la città di al-Zawiyah. Stando a quanto riferito da un giornalista presente nella città della Tripolitania ad ‘al-Jazeera’, si tratta di un attacco la cui portata è senza precedenti. La tv ha trasmesso immagini di alte colonne di fumo che si elevano da alcuni palazzi del centro della città. Un esponente dei ribelli che combattono invece ad al-Zintan, località a sud di al-Zawiyah, ha reso noto alla tv qatariota che i suoi uomini hanno catturato oggi un ufficiale delle brigate fedeli a Gheddafi.

Mentre è di 8 morti e 59 feriti il bilancio degli scontri avvenuti ieri nella zona di Bani Jawad, sul fronte che porta a Sirte, tra i ribelli libici e le brigate fedeli al raìs. Lo ha reso noto l’inviato di ‘al-Jazeera’ a Bengasi, riferendo che sono in corso nella città capoluogo della Cirenaica i funerali pubblici delle violenze di ieri.

MONITO ONU – Il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon ha nominato l’ex ministro degli Esteri giordano Abdul Ilah Khatib nuovo inviato speciale per la Libia. E, in un colloquio telefonico, il ministro degli Esteri libico Mussa Kussa ha accettato l’immediato invio di una missione dell’Onu, secondo quanto reso noto da un portavoce del Palazzo di Vetro. Il segretario generale ha detto che il governo di Tripoli deve smettere immediatamente di usare la violenza e di condurre attacchi indiscriminati contro i civili.

AIUTI ITALIANI – Intanto è arrivato a Bengasi il pattugliatore ‘Libra’ della Marina Militare italiana, che trasporta aiuti umanitari. Il pattugliatore era salpato sabato scorso dal porto di Catania con un carico di aiuti umanitari, attrezzature sanitarie, generi alimentari e di prima necessità per la popolazione dell’area di Bengasi.

 

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