Roma, 30 apr. – (Adnkronos/Ign) – Che Massimo D'Alema (nella foto) guardi da sempre di buon occhio a un'alleanza del Pd con i socialisti, i vendoliani e i transfughi dell'ex Correntone Ds capeggiati dall'amico Fabio Mussi non è un mistero. E a sei mesi dal congresso che decreterà la linea e il futuro del maggior partito d'opposizione l'ex capo della diplomazia italiana torna a parlare di alleanze. Sono "un grande tema congressuale", afferma ai microfoni di 'Radio tre', e non potranno essere affrontate nel 2012 come ha detto ieri il segretario del Pd, Dario Franceschini.
Per D'Alema "non si può riproporre l'Unione ma neanche l'autosufficienza del Pd, magari unita ad un'alleanza esclusiva con Di Pietro. Occorre ripensare il centrosinistra che per comodità chiamo nuovo centrosinistra. Questo sarà un grande tema congressuale e non del 2012. Un grande partito che vuole governare un Paese, deve avere una proposta per il Paese e questa emergerà dal congresso". L'ex ministro degli Esteri torna a dire basta con l'alleanza con Di Pietro visto che l'Italia dei valori tutto fa tranne che collaborare con il Pd: "Io insorgo come militante a sostegno di Franceschini perché Di Pietro vuole distruggere il Pd".
Quanto a se stesso e al suo ruolo che ricoprirà nel partito D'Alema conferma che "intendo impegnarmi per ridare forza al progetto del Pd ma senza particolari incarichi. Io ho parlato di energia e non di responsabilità'', sottolinea.
Un commento al curaro D'Alema lo riserva alla querelle scoppiata sulle candidature femminili del Pdl per le Europee: "Una discussione umiliante. Segno che ci dice dove siamo arrivati a causa dello strapotere personale e satrapistico di Berlusconi".
"E' abbastanza deprimente – insistite – che il dibattito pubblico in Italia si concentri su una vicenda di questo tipo che nasce dallo strapotere di Berlusconi e dell'uso che ne fa incline ad un narcisismo non di rado volgare". Al premier Berlusconi che ha detto che è stata la sinistra ad alimentare falsità sulla presenza di veline in lista ricorda che "è stata 'Farefuturo', vicina a Fini, a sollevare la questione e non la sinistra. Non so se Berlusconi nel suo delirio polemico pensa che magari Fini sia di sinistra…".
Comunque, afferma sarcastico D'Alema, il nostro è uno strano Paese dove ''il presidente del Consiglio invece di governare, va a fare campagna elettorale con le veline, come ha detto lo stesso Berlusconi" mentre negli altri Paesi "il capo del governo non si candida perché è ineleggibile e questa cosa all'estero fa sorridere. Che senso ha che si candidi uno che non può andare al Parlamento europeo?".
Sulle riforme che il premier ha detto di voler fare anche da solo, il fautore della Bicamerale mette in guardia il presidente del Consiglio definito "cesarista e velleitario''. ''Ha già cercato di fare le riforme da solo e poi è stato battuto al referendum. Se vuole lo scontro sarà una scelta irresponsabile ma poi l'opposizione ricorrerà ai cittadini se ci saranno riforme inaccettabili". "Bisognerebbe parlare del merito delle riforme – aggiunge D'Alema – invece che cedere a schermaglie di cui Berlusconi è il protagonista".
Quanto al referendum sulla legge elettorale Massimo D'Alema ribadisce che "l'unico modo per colpire l'attuale legge elettorale è votare sì e io lo farò".