Ddl Gelmini, è bagarre al Senato L’Idv attacca Bondi: “Pianista”

Respinti finora 300 emendamenti.
News Nazionali

Roma, 21 dic. (Adnkronos/Ign) – Il ministro Gelmini non fa previsioni ma si augura che il ddl sull’universita’ venga approvato il prima possibile. Da questa mattina l’aula del Senato ha respinto circa 300 emendamenti, rispetto agli 856 presentati dall’opposizione e ha approvato cinque articoli dei 29 che costituiscono il provvedimento.

Il voto finale e’ atteso per domani, ma non si puo’ prevedere se il testo riuscira’ ad essere licenziato in mattinata o se bisognera’ attendere il pomeriggio. “Speriamo di finire il prima possibile – si e’ limitata a osservare il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini- vedremo quanti emendamenti riusciremo a esaminare oggi pomeriggio. Impossibile fare previsioni”.

Dopo una relativa calma però, col passare delle ore il dibattito in aula si è infiammato, tanto che la presidente di turno Rosi Mauro ha interrotto la seduta per raffreddare gli animi, avvampati da una polemica regolamentare sulla votazione di un emendamento. Al Senato scoppia il caos, al punto tale che e’ difficile capire se alcuni emendamenti presentati dall’opposzione al ddl di riordino dell’universita’ siano stati approvati o respinti.

La bagarre si e’ accesa quando la presidente di turno Mauro ha cercato accelerare l’esame e il voto sulle modifiche al testo presentate dall’opposizione. Il tono delle voci nell’aula di Palazzo Madama e’ altissimo e l’esponente leghista fa votare a raffica, per alzata di mano, gli emendamenti: “chi e’ favorevole, chi e’ contrario, approvato, respinto…”. Anche Rosi Mauro alza la voce mentre le votazioni vanno avanti, forse troppo velocemente, a parere dell’opposizione, secondo la quale il ddl risulterebbe modificato a causa del sovrapporsi delle votazioni imposto dai ritmi della presidente Mauro.

La patata bollente e’ ora nelle mani del presidente dell’assemblea Renato Schifani che ha convocato i capigruppo di maggioranza e opposizione per risolvere il problema. In mattinata poi c’è stata un’altra polemica, con il il senatore dell’Idv Stefano Pedica, che armato di videofonino ha ‘beccato’ il ministro Bondi mentre allungava il braccio per votare per il collega Maurizio Sacconi. Il partito di Di Pietro ha quindi chiesto l’annullamento delle votazioni già effettuate. La presidente di turno Rosi Mauro però ha replicato spiegando che le votazioni in aula vanno annullate “immediatamente” e non e’ possibile agire a posteriori. “L’articolo in questione -ha dichiarato Mauro- prevede che in caso di irregolarita’ il presidente provveda a fare ripetere il voto ma ‘immediatamente’. Comunque -ha concluso la presidente di turno dell’assemblea- riferiro’ del suo intervento al presidente Schifani, anche in merito alla richiesta di convocare la Giunta per il regolamento”.

Al termine della precisazione, Rosi Mauro ha invitato i segretari d’aula a ritirare le tessere inserite nel sistema informatico dell’aula, dei senatori non presenti al proprio posto. Il ministro ad ogni modo tira dritto e annuncia di stare già lavorando ai decreti attuativi. I fondi a disposizione delle universita’ per il 2011 saranno pari a quelli stanziati quest’anno e non ci saranno tagli, ripete in sostanza la Gelmini. “Ci sono 100 mln di euro per il diritto allo studio -ha detto in aula a Palazzo Madama- nel piano per il Mezzogiorno stanzieremo ulteriori risorse, che saranno sufficienti per allineare gli stanziamenti per il diritto allo studio a quelli dell’anno passato”.

“Il rischio di perdere le risorse e’ legato alla necessita’ di bandire i concorsi per promuovere i ricercatori al rango di professore associato e riguarda i 120 mln di euro su base triennale per gli scatti meritocratici. Senza l’approvazione della legge -ha concluso il minjistro- non e’ possibile bandire i concorsi e utilizzare gli scatti di merito perche’ sono bloccati dalla finanziaria”. “Stiamo gia’ lavorando all’elaborazione dei decreti attuativi – ha quindi concluso il ministro -. Il decreto attuativo sul reclutamento e’ gia’ pronto e, se la legge di riforma passera’, al primo cdm immediatamente successivo all’approvazione del ddl, saremo in grado di varare il decreto”.

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