Egitto, ‘morti in piazza al Cairo’

Nella notte arrestati 20 Fratelli Musulmani
News Nazionali

Il Cairo, 28 gen. (Adnkronos/Aki/Ign) – Testimoni parlano di alcuni morti negli scontri tra manifestanti e polizia nel centro del Cairo, in Piazza Tahir. Lo riferisce la tv araba ‘al-Jazeera’, aggiungendo che da alcuni minuti la polizia avrebbe lasciato la piazza.

L’Egitto è sceso di nuovo in piazza per la grande mobilitazione contro il governo di Mubarak. La polizia egiziana ha impedito a Mohammed ElBaradei e ad altri capi dei partiti di opposizione di partecipare alla manifestazione in corso a Giza. Secondo quanto riferisce la tv araba ‘al-Jazeera’, la polizia oltre all’ex direttore dell’Aiea ha bloccato anche Osama al-Ghazali, presidente del Fronte democratico, impedendo loro di muoversi e di partecipare alla protesta.

Per disperdere il cordone di manifestanti che si era formato attorno al premio Nobel per proteggerlo, gli agenti hanno usato i manganelli. I sostenitori del politico, indicato come il principale sfidante del presidente alle prossime elezioni, sono quindi stati picchiati dalle forze dell’ordine, che per disperdere la folla hanno anche fatto uso di idranti.

Mentre i funzionari della polizia egiziana ad Alessandria si sono rifiutati di lanciare i lacrimogeni contro i manifestanti. Secondo la tv ‘al-Arabiya’, molti agenti hanno gettato in terra caschi e manganelli per dimostrare di non voler reprimere la protesta.

Al Cairo invece la polizia ha arrestato quattro reporter francesi che seguivano le manifestazioni. Lo riferisce l’emittente al-Jazeera, aggiungendo che un suo giornalista, Ahmed Mansour, è stato picchiato da poliziotti in borghese.

Sarebbero almeno dieci i giornalisti arrestati finora in Egitto, mentre seguivano le proteste antigovernative esplose in tutto il paese. E’ quanto si legge sul sito di al-Masry al-Youm, secondo il quale, inoltre, la polizia ha aggredito un gran numero di reporter, tra cui quelli della Bbc, di al-Jazeera, di al-Arabiya e di altri media locali e internazionali. Reparti della polizia avrebbero inoltre aggredito due troupe della tv satellitare al-Arabiya nel centro della capitale, sequestrando il materiale filmato.

Un gruppo di imam ed esperti religiosi islamici ha invitato gli egiziani a non scendere in piazza. L’appello è stato lanciato questa mattina durante una trasmissione della radio di Stato egiziana. L’emittente ha ospitato alcuni esperti islamici, che hanno chiesto ai fedeli “di evitare di partecipare alle manifestazioni odierne”.

“La religione islamica è contro ogni tipo di divisione e vuole che i fedeli si sforzino di essere uniti” è il messaggio che gli imam egiziani hanno dato ai fedeli riuniti nelle moschee. Il ministero degli Affari religiosi, infatti, ha diramato una circolare a tutti gli imam delle moschee gestite dal governo ordinando cosa dire nei sermoni. “L’Islam permette la pluralità delle idee e delle opinioni – si legge nel testo – ma nel rispetto della legge e salvaguardando i beni pubblici”.

Nella notte sono stati arrestati almeno 20 membri dei Fratelli Musulmani, la principale forza d’opposizione egiziana. Lo ha riferito un avvocato che rappresenta il movimento, Abdelmoneim Abdel Maqsoud, secondo cui tra gli arrestati figurano cinque ex deputati e cinque esponenti dell’ufficio politico, tra cui Essam El-Eriane e Mohammed Moursi, portavoce dell’organizzazione. I Fratelli Musulmani avevano annunciato che avrebbero preso parte alle manifestazioni antigovernative in programma oggi in tutto il paese. La fratellanza finora aveva assunto una posizione cauta sulle manifestazioni contro il governo, negando il suo appoggio ma consentendo a suoi attivisti di scendere in piazza.

La censura è scattata anche sul web. L’accesso a internet è stato bloccato in tutto l’Egitto. Lo ha riferito il sito web del quotidiano ‘The Telegraph’, citando le testimonianze di alcuni utenti egiziani. Da ieri sera, inoltre, riporta lo stesso giornale, è impedito l’accesso al social network Facebook e al sito di micro-blogging Twitter. I due siti erano stati utilizzati dai dimostranti scesi in piazza nei giorni scorsi contro il governo per organizzare le manifestazioni.

Le autorità egiziane hanno anche bloccato il servizio di telefonia mobile in diverse zone del paese. Secondo la tv araba ‘al-Jazeera’ non solo al Cairo, ma anche in altre città non è possibile effettuare telefonate con i cellulari. Da questa mattina bloccato anche il servizio degli sms. Le autorità hanno cercato in questo modo di impedire ai movimenti di opposizione di invitare i cittadini alla protesta evitando ogni possibile coordinamento tra le persone.

In particolare il gruppo giovanile ‘6 aprile’ aveva rinviato a oggi la diffusione della lista dei luoghi nei quali convergere per dare vita alle manifestazioni, per impedire alla polizia di trovarsi già sul posto e reprimere sul nascere ogni protesta. Per questo già ieri notte sono stati oscurati i siti Internet di questi gruppi ed è stato bloccato l’accesso nel paese ai social network.

Il black out delle linee di telefonia mobile e di Internet è stato condannato dagli Usa. E, con un gesto fortemente simbolico, il dipartimento di Stato ha diffuso la condanna con un messaggio su Twitter. “Siamo preoccupati per il fatto che le comunicazioni, compreso Internet, i social media e perfino questo messaggio tweet, sono bloccati in Egitto”, ha scritto il portavoce del dipartimento P.J. Crowley.

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